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50 donne all’anno kamikaze per ”amore”

di Luca Negri

50 donne all'anno kamikaze per ''amore''A lanciare l’allarme è il presidente del Network persone sieropositive, Rosaria Iardino: “Vogliono condividere la malattia con il partner”. Ma per gli uomini è tutta un’altra storia: ”Se sanno che la loro compagna sta male, scappano a gambe levate”

L’amore è cieco, si sa. Ma spesso spinge a fare scelte estreme: “Ogni anno vengono da noi circa 50 donne che hanno deciso di farsi infettare dal partner sieropositivo, per condividere la malattia e aiutarsi a vicenda. Ma si tratta chiaramente di decisioni che, oltre a danneggiarle per sempre, finiscono per compromettere anche il rapporto affettivo”.

A raccontarlo è stata Rosaria Iardino, presidente del Network persone sieropositive (Nps), oggi a Roma in occasione della conferenza stampa di presentazione dell’Hiv Summit Italia 2009 in programma da domani nella capitale. “Ultimamente – ha detto Iardino – ho seguito la storia di un bambino che, in Lombardia, è stato esonerato dalla squadra di pallone perché il medico aveva segnalato la sua sieropositività sul certificato di salute. Abbiamo fatto ricorso e la vicenda si dovrebbe risolvere in questi giorni, ma ciò che mi ha stupito è che, parlando con la mamma, ho scoperto che si era fatta infettare con il virus dell’Hiv dal suo compagno, virus che poi ha trasmesso al figlio durante la gravidanza. Sono situazioni folli e mi sono arrabbiata molto anche con il paziente, perché se la donna deve smettere di fare l’infermiera a tutti i costi, l’uomo deve prendersi la responsabilità di difenderla”.

Questa è solo una delle storie assurde che la presidente di Nps ha incontrato durante la sua attività di assistenza ai malati di Hiv: “Ogni anno arrivano da noi dai 30 ai 50 casi di questo genere – ha sottolineato – Si tratta esclusivamente di donne, perché gli uomini, di solito, venuti a conoscenza della sieropositività della loro partner di certo non intraprendono una strada come questa, anzi spesso scappano a gambe levate”.
Iardino ha raccontato altre situazioni limite: “Parlando con i ragazzi di una scuola di Faenza, ho scoperto che molti credono che prendendo la pillola del giorno dopo sia possibile arrestare l’infezione. Mi hanno detto: ‘se sparisce il feto, sparisce anche l’Hiv’. Stessa cosa per il coito interrotto. C’è davvero un gap di informazione molto grave fra i giovani e anche fra i più grandi, che va colmato al più presto ricominciando a parlare di Aids, dopo un lungo periodo di silenzio”.

FONTE: adnkronos.com

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