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Abbattere le barriere all’inizio precoce della ART

di Neptune
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Abbattere le barriere all’inizio precoce della ART.
In uno studio condotto in Uganda, grazie a una semplificazione delle procedure cliniche è stato possibile far iniziare la terapia antiretrovirale (ART) al 70% di un campione di pazienti non appena divenivano eleggibili.

Abbattere le barriere all’inizio precoce della ART
Le linee guida dell’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) raccomandano che chiunque riceve una diagnosi di infezione da HIV assuma la ART. Secondo i risultati di recenti studi, iniziando il trattamento antiretrovirale con una conta dei CD4 ancora superiore a 500 cala il rischio di sviluppare patologie gravi. In realtà, però, gran parte dei pazienti tarda a entrare in cura, e questo non solo si ripercuote sulla loro salute, ma contribuisce anche ad alimentare la trasmissione dell’HIV.

In Uganda, i pazienti tipicamente accedono per la prima volta alle cure per l’HIV quando la loro carica virale si aggira su 370, e non iniziano la terapia antiretrovirale finché non è scesa a livelli di poco superiori a 100.

I ricercatori hanno voluto verificare se offrendo un monitoraggio dei CD4 al point-of-care e una formazione più specifica per il personale sanitario, anche senza il pre-requisito del counselling per l’aderenza terapeutica, sarebbe stato possibile abbattere le barriere e aumentare la percentuale delle persone che iniziavano il trattamento anti-HIV non appena soddisfacevano i criteri di eleggibilità (secondo il parametro della conta dei CD4).

Nel periodo dello studio, condotto presso 20 strutture cliniche, sono divenute eleggibili al trattamento oltre 12.000 persone, con una conta dei CD4 in media di poco superiore a 300. Con il percorso di cura tradizionale, solo il 18% di loro iniziava la ART lo stesso giorno in cui diventava eleggibile, e il 38% nell’arco delle due settimane successive.

In seguito all’attuazione dell’intervento, queste percentuali sono salite rispettivamente al 71% e all’80%.

Secondo gli autori, “estendendo questo intervento si potrebbero aumentare efficacia ed efficienza del continuum di cure in Africa.”

Resoconto completo su aidsmap.com

FONTE: aidsmap.com

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