Home Epidemiologia Aggiornamento delle nuove diagnosi HIV nel 2019 in Italia ed in Europa

Aggiornamento delle nuove diagnosi HIV nel 2019 in Italia ed in Europa

di Luca Negri

In Italia sono 2.531 le persone che nel 2019 hanno contratto l’HIV (Centro Operativo AIDS dell’ISS): una lieve diminuzione che si era già rilevata nel 2018 e che si sarebbe confermata anche nello scorso anno.

In diminuzione anche le persone che apprendo-no si avere il virus dell’HIV quando già hanno un danno immunologico grave ed una malattia definente AIDS. I decessi per AIDS, 500 circa, sono costanti negli anni.I dati forniti dall’ISS e riportati dalle regioni non sembra abbiano particolari criticità per ritardo di notifica.

Ci auguriamo siano accurati, anche se, qualsiasi valore statistico assoluto è degno di credibilità solo se riferito in rapporto al denominatore, cioè, alla quantità di test effettuati nell’arco dell’anno. Questo il dato che manca.Nadir preferisce non commentare ancora i nuovi dati promettenti, messi a disposizione dal Ministro con notevole ritardo rispetto agli anni prece-denti, anni in cui erano già in ritardo.

Nel nostro Paese non è possibile raccogliere questi dati in un tempo minore. Ma sarebbe indispensabile farlo, in quanto la Commissione Bilancio e quella Affari Sociali dovrebbero avere la situazione epidemiologica chiara, prima di stanziare i fondi per la Sanità dell’anno seguente. Ci atteniamo ai criteri di buona fede.
Il commento dei dati COA 2019 è tratto da Delta – 89 di Nadir Onlus

Dal sito dell’istituto Superiore della Sanità (ISS) epicentro – dati COA

Epidemiologia HIV in Italia: i dati al 31 dicembre 2019

l Centro operativo AIDS (CoA) dell’Istituto superiore di sanità dal 1984 raccoglie i dati relativi alle notifiche di AIDS e dal 2008 i dati delle nuove diagnosi HIV che dal 2012 sono a copertura nazionale.

Il “Notiziario dell’Iss (Volume 33 – Numero 11 2020) – Aggiornamento delle nuove diagnosi di infezione da HIV e dei casi di AIDS in Italia al 31 dicembre 2019” riporta i dati sulle nuove diagnosi di infezione da HIV e sui casi di AIDS segnalati in Italia aggiornati a dicembre 2019.

Sorveglianza delle infezioni da HIV

La sorveglianza delle nuove diagnosi di infezione da HIV riporta i dati relativi alle persone che risultano positive al test HIV per la prima volta. I dati riferiti da questo sistema di sorveglianza indicano che nel 2019, sono state riportate 2531 nuove diagnosi di infezione da HIV, pari ad un’incidenza di 4,2 nuovi casi per 100.000 residenti. L’incidenza di nuove diagnosi di HIV è in continua diminuzione dal 2012. Tra le Regioni con un numero di abitanti superiore al milione e mezzo le incidenze più alte sono state registrate in Lazio e Lombardia.

Nuove diagnosi di HIV: Le persone che hanno scoperto di essere HIV positive nel 2019 sono maschi nel 80% dei casi. L’età mediana è di 40 anni per i maschi e 39 anni per le femmine. L’incidenza più alta si riscontra nelle fasce d’età 25-29 anni (10,4 nuovi casi ogni 100.000 residenti) e 30-39 (9,8 nuovi casi ogni 100.000 residenti).

Nel 2019 la maggioranza delle nuove diagnosi di infezione da HIV è attribuibile a rapporti sessuali non protetti, che costituiscono l’84,5% di tutte le segnalazioni (eterosessuali 42,3%; MSM, Men who have sex with men 42,2%). Diversamente dagli anni precedenti, in cui la trasmissione eterosessuale era sempre più frequente rispetto alla trasmissione MSM, nel 2019, per la prima volta, la quota di nuove diagnosi HIV attribuibili a MSM è pari a quella ascrivibile a rapporti eterosessuali. I casi attribuibili a trasmissione eterosessuale sono costituiti per il 59,6% da maschi e per il 40,4% da femmine.

Sul totale dei maschi, il 53% delle nuove diagnosi HIV è rappresentato da MSM.

Inoltre, il 25,2% delle persone diagnosticate come HIV positive è di nazionalità straniera.
Nel 2019, più della metà delle persone con una nuova diagnosi di HIV è stata diagnosticata in fase avanzata di malattia. Nello specifico il 58,7% con un numero di linfociti CD4 inferiore a 350 cell/μL e il 39,7% con un numero di linfociti CD4 inferiore a 200 cell/μL.

Nel 2019, il 33,1% delle persone con una nuova diagnosi di infezione da HIV ha eseguito il test per la presenza di sintomi che facevano sospettare un’infezione da HIV, il 14,9% in seguito a un rapporto sessuale senza preservativo, il 12,7% in seguito a un comportamento a rischio generico, il 9,3% in seguito a controlli per altre patologie e l’8% durante iniziative di screening/campagne informative.

Sorveglianza dell’AIDS

La sorveglianza dell’AIDS, riporta i dati delle persone con una nuova diagnosi di AIDS. Dall’inizio dell’epidemia, nel 1982, a oggi sono stati segnalati 71.204 casi di AIDS, di cui oltre 45 mila deceduti fino al 2017.

Nel 2019 sono stati diagnosticati 571 nuovi casi di AIDS pari a un’incidenza di 0,9 nuovi casi per 100.000 residenti. L’incidenza di AIDS è in costante diminuzione.

È diminuita negli ultimi anni la proporzione di persone che alla diagnosi di AIDS presentano un’infezione fungina, mentre è aumentata la quota di pazienti che presentano un’infezione virale o un tumore.

Nel 2019, solo il 27% delle persone diagnosticate con AIDS ha eseguito una terapia antiretrovirale prima della diagnosi. Nel 2019 è diminuita la proporzione delle persone con nuova diagnosi di AIDS che ignorava la propria sieropositività e ha scoperto di essere HIV positiva nel semestre precedente la diagnosi di AIDS, passando dal 75,1% nel 2018 al 70,6% nel 2019. Risorse utili


Sorveglianza dell’HIV / AIDS in Europa 2020 (dati 2019)

Aggiornamento delle nuove diagnosi HIV nel 2019 in Italia ed in Europa
HIV/AIDS surveillance in Europe 2020 (2019 data)

Secondo il rapporto “HIV/AIDS surveillance in Europe 2020”, pubblicato a novembre 2020 dall’ECDC e dall’Ufficio europeo dell’OMS, nel 2019, 47 dei 53 Paesi dell’OMS Europa (i dati non sono disponibili per Andorra, Belgio, Monaco, Macedonia del Nord, Turkmenistan o Uzbekistan; il Liechtenstein non fa parte dell’OMS Europa per cui i suoi dati vengono conteggiati solo per la parte Unione europea/Spazio economico europeo) hanno segnalato 136.449 nuove diagnosi di HIV, tra cui 24.801 dai Paesi di UE e Spazio economico europeo (SEE).

I dati confermano una maggiore un’incidenza di nuove diagnosi di infezione da HIV nei Paesi orientali della Regione europea OMS (41,7 per 100 mila abitanti), seguiti da quelli occidentali e appartenenti alla UE/SEE (rispettivamente 5,7 e 5,4 per 100 mila abitanti), mentre nei Paesi centrali l’incidenza è stata di 3,4 per 100 mila abitanti.

Le modalità di trasmissione mostrano ampia variabilità geografica: la trasmissione sessuale tra i maschi (Men who have sex with men, MSM) è la modalità principale nei Paesi di UE/SEE, mentre i rapporti eterosessuali e l’uso di droghe iniettive rappresentano le modalità principali nei Paesi orientali della Regione.

Nel 2019 sono stati segnalati 12.535 nuovi casi di AIDS in 45 Paesi dell’OMS Europa (non sono disponibili i dati di Andorra, Belgio, Monaco, Macedonia del Nord, Russia, Svezia, Turkmenistan o Uzbekistan), con un’incidenza di 1,7 casi per 100.000 abitanti della Regione europea, mentre i casi segnalati nei Paesi UE/SEE sono stati 2772 con un’incidenza dello 0,5 per 100.000 abitanti.

Unione europea e Spazio economico europeo (30 Paesi)

Sono 24.801 i nuovi casi di infezione da HIV segnalati dai 30 Paesi nel 2019 con un’incidenza di 5,4 per 100.000 abitanti. Dai dati emerge che l’incidenza è stata maggiore a Malta (16,2), in Lettonia (15,4) e in Estonia (13,4). I valori più bassi sono invece stati registrati nella Repubblica Slovacca (1,9) e in Slovenia (1,6).

Nel 2019, tra le nuove diagnosi di HIV, il rapporto maschi/femmine è di 3,1. Tra i maschi la fascia di età con la maggior incidenza è 20-29 anni; tra le femmine 30-39 anni.

In linea con gli ultimi anni, la proporzione maggiore di nuove diagnosi di infezione da HIV è stata segnalata tra gli MSM (39%), seguita dai rapporti eterosessuali (33%). La proporzione delle nuove diagnosi di HIV tra le persone che fanno uso di droghe iniettive è del 4%.

Nel 2019, sono stati diagnosticati 2772 casi di AIDS in 29 Paesi UE/SEE con un’incidenza di 0,5 casi per 100.000 abitanti. La maggior parte (74%) dei casi di AIDS sono costituiti da diagnosi di infezione da HIV tardiva, cioè dove la diagnosi di AIDS viene effettuata entro 90 giorni dalla prima diagnosi HIV.

Regione europea dell’OMS (53 Paesi)

Nel 2019, nella Regione sono state segnalate 136.449 nuove diagnosi di HIV con un’incidenza di 15,6 casi per 100.000 abitanti.

Il 79% delle nuove diagnosi di HIV è stato segnalato nei Paesi dell’Est (107.842), il 16% nei Paesi dell’Ovest (21.793) e il 5% negli Stati centrali (6814). L’incidenza registrata nei Paesi dell’Est della Regione (41,7 casi per 100.000 abitanti) è molto più alta rispetto a quella registrata nei Paesi dell’Ovest (5,7 per 100.000) e nei Paesi del Centro (3,4 per 100.000).

La maggior parte delle nuove diagnosi da HIV sono state segnalate tra persone di età compresa tra 30 e 39 anni (34%) mentre la proporzione tra gli adolescenti e i giovani dai 15 ai 24 anni è del 9% e quella tra gli over 50 del 18%.

Dai dati emerge che la modalità di trasmissione attraverso rapporti eterosessuali è la più frequente (50%), seguita dai rapporti sessuali tra MSM (21%), dall’uso di sostanze per via iniettiva (13%) e dalla trasmissione verticale (0,7%) mentre nel 15% dei casi non si conosce la modalità.

Nel 2019, 45 Paesi dell’OMS Europa hanno segnalato 12.535 casi di AIDS: il 76% in Paesi dell’Est, il 18% nei Paesi dell’Ovest e il 6% nei Paesi del Centro con un’incidenza, rispettivamente, di 8,3, 0,5 e 0,4 per 100.000 abitanti. Risorse utili

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