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AIDS pediatrico 2017 : molti progressi ma una pandemia ancora attuale

di Silvia Bandini
AIDS pediatrico 2017 : molti progressi ma una pandemia ancora attuale

AIDS pediatrico nel 2017, a tre anni dal 2020 Super-Fast-Track , mostra dati scoraggianti. Sebbene siano stati compiuti progressi nella prevenzione dell’infezione da HIV nei bambini, senza un’azione accelerata, gli obiettivi del programma non saranno raggiunti.

In base ai dati UNAIDS 2016 relativi all’ AIDS pediatrico, 120.000 bambini e adolescenti sotto i 14 anni sono morti per cause legate all’AIDS.
Dei 36.7 milioni di persone che vivono con l’HIV nel mondo, 2,1 milioni sono bambini sotto i 15 anni. Circa 18,8 milioni sono donne e ragazze.(stime 2016)

Le cause sono l’accesso inadeguato ai servizi di cura e assistenza e la mancanza di prevenzione dell’HIV.
Le nuove infezioni da HIV tra i bambini stanno diminuendo rapidamente – circa del 66% dal 2000 – grazie agli sforzi per prevenire la trasmissione da madre a figlio.
Ma è ancora troppo poco.

Secondo le proiezioni dello Statistical Update on Children and AIDS 2017 (Aggiornamento statistico su infanzia e AIDS) dell’UNICEF, se questa tendenza dovesse persistere di qui al 2030 ci saranno 3,5 milioni di nuove infezioni da HIV solo fra gli adolescenti.

Chewe Luo, Responsabile dei programmi di lotta all’HIV-AIDS dell’UNICEF:
«È inaccettabile continuare ad assistere alla morte per AIDS di così tanti bambini e ragazzi, mentre si compiono pochissimi progressi per proteggere gli adolescenti dall’HIV»

«La pandemia non è finita. L’AIDS continua a essere una minaccia per la vita dei bambini e dei giovani. Si può e si deve fare di più per prevenirla».

AIDS pediatrico cosa è stato fatto

l’UNICEF avverte che i progressi ottenuti nella prevenzione della trasmissione verticale non significano vittoria sul virus.
Solo il 43% dei bambini a rischio di contrarre il virus è sottoposto a controlli nei primi due mesi di vita.
Analoga è la percentuale di bambini con HIV che ricevono regolarmente i farmaci antiretrovirali.
I progressi fatti sono stati estremamente lenti.
Nel solo 2016, 55.000 adolescenti (10-19 anni) sono morti per cause legate all’AIDS, il 91% dei quali in paesi dell’Africa Subsahariana.

I dati rivelano inoltre una disparità di genere preoccupante: per ogni 5 adolescenti maschi che contraggono l’HIV, sono 7 le coetanee che vengono contagiate.

«Continuare con progressi così lenti significa giocare con la vita dei bambini e condannare le generazioni future a una vita con l’HIV o l’AIDS, che si sarebbe potuta prevenire» ribadisce il dottor Luo. «Dobbiamo agire urgentemente per consolidare i risultati raggiunti nei decenni passati».

AIDS pediatrico cosa propone l’UNICEF

Investire e utilizzare innovazioni emergenti come i test per l’autodiagnosi dell’HIV, le profilassi pre-esposizione e i nuovi farmaci pediatrici;
Aumentare la risposta per i bambini ampliando i programmi di cura e investire in nuove tecnologie per la diagnosi nei luoghi di cura;
Rafforzare la capacità dei governi di raccolta di dati per il controllo e la cura, che siano completi e disaggregati, soprattutto sugli adolescenti, per aiutare a fornire informazioni per la programmazione;
Rendere prioritari gli interventi per le ragazze adolescenti in Africa subsahariana.

Secondo l’UNICEF, la diffusione dell’AIDS deve rimanere una preoccupazione globale per la salute pubblica. Bisogna adottare soluzioni innovative per accelerare i progressi nella prevenzione dell’HIV fra i bambini e per assicurare a coloro che convivono con l’HIV le cure di cui hanno bisogno. Fonte: UNICEF

AIDS pediatrico la situazione in Italia

La trasmissione verticale del virus dell’Hiv può essere prevenuta assumendo la terapia in gravidanza.
Eppure secondo i dati COA nel 2016 nove neonati sono nati con HIV.

Negli ultimi dieci anni in Italia sono 82 i bambini nati con HIV.
Le madri non hanno fatto il test in gravidanza o hanno rifiutato la terapia.
I neonati con HIV sono molto fragili e la progressione in AIDS è più veloce rispetto agli adulti, anche se sottoposti a terapia.
Di questi 82, 26 hanno sviluppato l’ Aids e due sono morti.

In Italia le cure ci sono, sono gratuite e disponibili.
Il test anche.
Perchè non farlo?
Effettuare il test in gravidanza è prioritario, dovrebbe diventare una routine perchè un bambino ha il diritto di nascere e crescere sano.
L’infezione da HIV non sceglie certe categorie di persone, è molto democratica e le donne dovrebbero saperlo, informarsi bene, andare oltre i preconcetti, i social o le strumentalizzazioni varie, soprattutto nel momento in cui decidono di diventare madri.
Non ci sono scuse, siamo quasi nel 2018.

Poloinformativo.hiv

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