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Aids: via libera CHMP a Truvada per PrEP in Europa

di Luca Negri
Registri AIFA: l’Agenzia fornisce informazioni sui dati dei trattamenti con i nuovi farmaci per il trattamento dell’epatite C

Aids: via libera CHMP a Truvada per PrEP in Europa.
Il medicamento contiene due principi attivi, vale a dire emtricitabina e tenofovir disoproxil, un “profarmaco” di tenofovir, che viene convertito in tenofovir nell’organismo:

i due eccipienti, lavorano in modo simile, bloccando l’attività della trascrittasi virale inversa, che è necessaria per consentire al virus di replicarsi. La raccomandazione, che è finalizzata all’immissione in commercio del Truvada, è arrivata da parte dell’Ema, l’Agenzia europea per i medicinali, per quello che è un trattamento non finalizzato a curare l’Aids, ma a prevenire l’Hiv in quelle persone che sono ad alto rischio.

Il medicinale, già sperimentato in altre parti del mondo, agisce sul sistema immunitario: se somministrato quotidianamente, abbassa di molto le possibilità di contagio.

Sulla base di questa proprietà, Truvada verrà utilizzato, secondo quanto stabilito dall’Ema, nella profilassi pre esposizione (Prep) nei sieropositivi.

L’EMA ha consigliato alla Commissione europea di concedere un’autorizzazione di commercializzazione nell’UE del Truvada per ridurre il rischio di infezione da HIV negli adulti ad alto rischio di contaminazione. Truvad, infatti, non deve sostituire gli strumenti di prevenzione tradizionali, come il preservativo, ma semplicemente rappresentare un ulteriore supporto.

Genova – Passi in avanti nella prevenzione dell’Hiv: a distanza di quattro anni dalla sua approvazione negli Stati Uniti dalla Food and Drug Administration, il Truvada arriva anche in Europa.

I test effettuati su Truvada, che ricordiamo non essere una cura, ma un supporto alla prevenzione, hanno dimostrato che il farmaco riduce il rischio di infezione del 42% negli uomini e nelle donne transgender che hanno rapporti sessuali con persone dello stesso sesso e, per questo, sono considerati maggiormente in pericolo. I dati emrsi dalla ricerca hanno permesso il via libera all’uso della Prep in Europa, mentre negli Usa sono già in corso alcuni progetti che prevedono la somministrazione agli omosessuali, e anche alcuni paesi africani hanno dichiarato di voler adottare la profilassi, ad esempio nel caso di coppie in cui uno dei partner è sieropositivo. Dopo un apparente miglioramento, gli esperti sono tornati a dare l’allarme e a sostenere l’importanza della prevenzione soprattutto se si vuole raggiungere l’obiettivo, importo dall’Organizzazione Mondiale della Sanità, di debellare la malattia entro il 2030.

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