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Alcol e CD4

di Luca Negri

Una domanda frequente sulla qualità della vita delle persone con HIV è: quali effetti può avere il consumo di alcol sull’infezione da HIV?

E’ stato pubblicato sul Journal of Acquired Immune Deficiency Syndromes uno studio condotto, dal 1997 al 2006 a Boston su 595 persone con HIV, sulla correlazione tra alcol e progressione dell’infezione HIV.
Lo studio in questione mostra che mediamente le persone con hiv non in terapia, che sono anche forti bevitori hanno un numero di CD4 inferiore rispetto a quelle che non bevono.
Però tale differenza non è stata trovata nelle persone in terapia e l’uso di alcol non influenza il livello di carica virale.

Ciò, secondo i ricercatori, implica che i forti bevitori raggiungeranno presto il limite di CD4 per il quale sarà raccomandato iniziare un trattamento antiretrovirale e contemporaneamente moderare o eliminare l’uso di alcol che potrebbe favorire una cattiva aderenza alla terapia.
Un forte consumo di alcol è anche legato all’adozione di comportamenti sessuali rischiosi, compresa la violenza sessuale(anche domestica) e favorire interventi basati sulla riduzione del consumo alcolico può avere grandi benefici sia per le persone con HIV che per i loro familiari.

Tuttavia la definizione di “forte bevitore” non è univoca e varia da Paese a Paese.
14 drinks a settimana(equivalenti a due piccole bottiglie di birra al giorno) viene considerata una dose ragionevole in molte città del Sud Africa, tra i giovani russi e tra i giovani gay londinesi.
Mentre in altri luoghi, ad esempio negli USA tale dose sarebbe considerata abuso alcolico tanto da richiedere interventi professionali.
La definizione stessa di persona con problemi di alcol differisce da una comunità all’altra proprio così come cambiano le modalità di consumo e di svago.
Ricerche ulteriori dovranno  quindi essere fatte in rapporto ai diversi Paesi.

E’ importante comunque  tenere a mente che la differenza di CD4  riguarda le persone con hiv non in trattamento ed anche se è di sole 50 cell/mm3, queste diventano critiche quando le persone hanno già un livello basso di CD4 (200) sotto al quale aumenta il rischio di comparsa di infezioni opportunistiche.

Articolo in lingua originale:
http://www.aidsmap.com/en/news/08740273-45A0-400B-9EB1-FEECB826AE3B.asp

Fonte: Aidsmap
Traduzione e adattamento a cura di Poloinformativohiv

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