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Amnistia e indulto 2015, carceri, detenuti: le ultime ad oggi 26 maggio

di Luca Negri
Pubblicato: Ultimo aggiornamento il

  Una amnistia non cura tutti i mali del carcere ma darebbe comunque una mano.
Come al solito alla persone in generale non interessa molto parlare o sentir parlare di carcere e riguardo ai nostri argomenti principali, hiv, aids, epatite, prevenzione Idem.

C’è stato un tempo che in carcere i detenuti non avevano le stesse cure dei “liberi”…e se ne parlò un pò, non davano neanche i farmaci sostitutivi o alternativi all’eroina…e se ne parlò un altro pò.

Ma dopo comunque cade sempre il silenzio, nessuno ne parla più, come dicevo prima alla gente non piace neanche pensare al carcere, i detenuti del resto stanno espiando una colpa e cosi possono soffrire più di noi.
Alla fine viene da chiedersi ma quelle cose che abbiamo detto prima, di cui si è “parlato per un pò” adesso le hanno?

Allora tornando al nostro articolo, adesso che qualcuno sta rischiando di morire o meglio aspettando di morire con un tumore al fegato e deve farlo in carcere vi sembra giusto. A parte il tipo di reato che avrà commesso, mi viene subito da pensare a quelle persone ricche, ai potitici pieni di soldi, indagati e collusi con la mafia o ancora che hanno rubato soldi e in carcere non ci sono stati nemmeno un minuto!!

Dunque infine curiamo i carcerati nello stesso modo della società civile e se la loro malattia li condanna facciamoli uscire, devono scontare una pena e ci sono altri modi per scontarla che morire di tumore al fegato dentro una cella vi pare?
Poloinformativo HIV AIDS


Amnistia
AMNISTIA E INDULTO 2015, CARCERE

Ecco le ultime notizie sul fronte carcere e detenuti. In attesa dell’approfondimento del dibattito sui provvedimenti di clemenza di Amnistia e indulto 2015 in ripresa a giugno in Commissione Giustizia al Senato, continua la riflessione sulla validità della pena detentina.

Il senatore Luigi Manconi (Pd), tra i relatori dei ddl Amnistia e Indulto, ritine da sempre ragionevole l’abolizione delle carceri, riservando la detenzione solo per delitti gravi.

AMNISTIA E INDULTO 2015, CARCERE – Nel libro intitolato

“Abolire il carcere”, Manconi (Pd), che è anche presidente della Commissione Diritti umani del Senato, sottolinea come il 68% di chi esce dal carcere torni a delinquere entro i sette anni successivi, mentre la percentuale di recidivi di chi ha scontato o finito di scontare la pena con un affidamento in prova ai servizi sociali è di circa il 20%.

Il libro è scritto insieme a Stefano Anastasia, Valentina Calderone e Federica Resta, con una postfazione di Gustavo Zagrebelski, e spiega che le pene alternative al carcere sono possibili. Intanto la situazione delle carceri italiane non migliora, specie dal punto di vista dei trattamenti sanitari. Nell’articolo “Napoli: “mio figlio sta morendo, non può restare in carcere a Poggioreale” di Alessandra De vita pubblicato su La Città di Salerno si legge l’appello della madre di Giuseppe Danise, detenuto a Poggioreale. “Il 43enne è malato terminale. Cirrosi in stato avanzato, tumori estesi al fegato.

Epatite C: questa la diagnosi (confermata da tre ospedali) aggravata da un virus Hiv in stato avanzato. Necessita di cure costanti oltre che di terapie adeguate che nel Padiglione San Paolo (che è poco più di un’infermeria) non può ricevere. (…) L’infermeria del carcere non è capace di gestire la sua situazione, lui ha bisogno dell’interferone e non solo; gli occorrono cure continue poiché ha le gambe in stato pietoso.

Dovrebbe stare nel reparto di malattie infettive. (…) Ogni giorno che passa in carcere è un giorno di vita in meno, ha i buchi nelle gambe, è ridotto a pezzi, non lo vedono? So che non potrà mai guarire ma il Signore deve decidere della sua vita, non lo Stato ne la giustizia” denuncia la madre – Una vicenda che ha già sollevato diverse discussioni e polemiche”.

Fonte: Contattonews

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