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Amnistia e Indulto, Giustizia e carceri: le ultime news ad oggi 15 maggio 2016

di Luca Negri
Amnistia e Indulto, Giustizia e carceri: le ultime news ad oggi 15 maggio 2016

Amnistia e Indulto, Giustizia e carceri: le ultime news ad oggi 15 maggio 2016

Stazionano al senato dal 2013 i ddl Amnistia e Indulto ancora al vaglio della Commissione Giustizia del Senato. Per molti esponenti politici ed associazioni i provvedimenti di clemenza sarebbero utili a risolvere una situazione di sovraffollamento che nonostante i miglioramenti generalizzati non sembra ancora superata. A breve conosceremo la calendarizzazione dei lavori della Commissione Giustizia del Senato. Scopriamo intanto le ultime news sul fronte giustizia, detenuti e carceri.

DETENUTI E CARCERI ULTIME NEWS – Patologie come HIV, epatite C (HCV) e tubercolosi (TB) continuano ad essere molto diffuse nella popolazione detenuta. ”Tra i detenuti al 7,4% è stata diagnosticata una infezione da epatite C, al 2% una infezione da HIV ed al 0,6% da tubercolosi. – si legge nel recente Report dell’Associazione Antigone – In Italia queste percentuali sono rispettivamente attorno al 2% (epatite C), allo 0,2% (HIV) ed inferiore allo 0,01% (tubercolosi).

Le carceri e gli altri luoghi di detenzione costituiscono ambienti ad alto rischio di trasmissione di queste patologie. La prevenzione, il trattamento e la cura di HIV, HCV e TB nei luoghi di detenzione implicano la tutela dei diritti fondamentali, tra i quali il diritto di godere del massimo livello raggiungibile di salute fisica e mentale (diritto alla salute).

Antigone, nell’ambito di un progetto realizzato con il supporto della DG Giustizia dell’Unione Europea e coordinato da Harm Reduction International, ha collaborato alla realizzazione: – uno strumento per il monitoraggio dell’HIV, dell’epatite C, della tubercolosi e delle politiche di riduzione del danno nelle carceri, elaborato in inglese e disponibile anche in italiano; un report relativo a quanto accade su questi temi in Italia, disponibile in inglese; – un report relativo a quanto accade su questi temi a livello europeo ed internazionale, elaborato in inglese e disponibile anche in italiano”.

Alta è l’attenzione sugli opg. “Dopo la chiusura degli Opg di Napoli Secondigliano e di Reggio Emilia, restano internati negli Opg oltre 80 persone (risultano: n. 37 a Montelupo F., n. 35 a Barcellona Pozzo di Gotto, n. 15 ad Aversa). Nelle ventidue Rems regionali sono detenute circa 250 persone. A cui si aggiungono più di 200 persone internate nell’ex Opg di Castiglione delle Stiviere, che ha solo cambiato targa diventando una mega Rems.

Inoltre ci sono 151 persone in attesa di essere assegnati alle Rems, e ben 106 di queste sono con misura di sicurezza provvisoria. Come chiede il Commissario Corleone urge un provvedimento che impedisca l’invio in Rems di misure di sicurezza provvisorie. Ma si conferma la necessità di lavorare con la Magistratura (soprattutto di cognizione) per far applicare correttamente la legge 81/2014, che privilegia decisamente le misure di sicurezza non detentive e considera anche il ricovero in Rems come extrema ratio.

Questo implica una forte cabina di regia in ciascuna regione, che faccia dialogare Asl e Dsm con le magistrature. Anche su questo il Commissario deve concentrare l’attenzione. In questo senso aiutano le indicazioni emerse dagli Stati generali sul carcere appena conclusi.

In questa situazione proseguono le nostre visite alle Rems. In quelle fonora visitate (vedi i Report n.1 – n. 2 – n. 3) abbiamo riscontato grandi differenze: situazioni in cui è più evidente la logica custodiale (sbarre, filo spinato, guardie giurate armate, poca o nessuna possibilità di attività esterne alla struttura per gli internati, una magistratura più restrittiva) e altre esperienze di Rems più “aperte”, inserite all’interno di altre strutture per la salute mentale, in stretto collegamento con la rete dei servizi sociali e sanitari e con il territorio di appartenenza, con un rapporto collaborativo e dialettico con la magistratura.

StopOpg ha fissato la sua attenzione sulle Rems proprio per evitare che i “vecchi contenitori” manicomiali (gli Opg appunto) siano sostituiti con nuovi luoghi, le Rems: sicuramente più accoglienti e decorosi, ma pur sempre con un uguale mandato.

La sfida quindi è di ridurre in modo significativo il numero di posti di Rems per applicare invece misure di sicurezza alternative alla detenzione, come previsto dalla legge 81/14. E fare si che le Rems siano tarate sempre di più su una funzione terapeutica riabilitativa e non custodialistica” si legge nella nota del comitato Stop Opg.

Fonte: contattonews.it

 

 

 

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