Aggressione omofoba a Palermo. Plus esprime solidarietà: “Chi si oppone al DDL Zan giustifica la violenza”

AGGRESSIONE OMOFOBA A PALERMO: DICHIARAZIONE DI SANDRO MATTIOLI, PRESIDENTE DI PLUS – NETWORK PERSONE LGBT+ SIEROPOSITIVE

Bologna, 30 maggio 2021

Sandro Mattioli presidente dell’associazione Plus Onlus

Ieri, 29 maggio, tre ragazzi – tra cui persone vicine alla nostra associazione – sono stati brutalmente aggrediti con insulti, calci e pugni da un branco di ragazzini nel centro storico di Palermo. Il motivo? Due di loro osavano tenersi per mano, come fanno naturalmente innumerevoli coppie in Italia e nel mondo. Ma loro erano due uomini.

E per questo, uno dei tre ha ricevuto pugni e persino una bottigliata in pieno volto. Ha avuto il naso fratturato e varie ecchimosi che lo hanno costretto a un ricovero in ospedale: è stato dimesso con 25 giorni di prognosi. La nostra prima reazione è di esprimere la piena solidarietà verso le persone aggredite. Ma questo episodio pone domande importanti.

Aggressione omofoba: Quanti episodi di questo tipo dobbiamo ancora sopportare prima di capire che la violenza omofoba è un problema che va urgentemente affrontato nel nostro paese?

L’omofobia in Italia sta assumendo proporzioni gravi, e si esprime nella maggior parte dei casi con episodi brutali e degni della dinamica del branco.

L’aggressione di Palermo è stata l’azione collettiva, vile e indegna di un gruppo ragazzini. Il branco è stato messo in fuga dall’arrivo di alcuni amici delle persone aggredite. Dobbiamo davvero cominciare ad andare in giro con le ronde per ottenere protezione dalla violenza di persone ignoranti e dalla mentalità retrograda? È diventato ormai irrinunciabile uno strumento.

giuridico che ci protegga: si approvi immediatamente il DDL Zan, che almeno fornirà una prima protezione legislativa. Le opposizioni a questo disegno di legge non fanno che rafforzare le posizioni di intolleranza verso le persone gay, lesbiche, bisessuali, trans e con diversa abilità che conducono a queste aggressioni infami.

Fonte: comunicato Plus Onlus

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