Effetti collaterali degli antiretrovirali di uso comune

Effetti collaterali degli antiretrovirali di uso comune

Il tenofovir disoproxil è uno degli antiretrovirali più frequentemente impiegati nel trattamento dell’infezione da HIV, e proprio per questa ragione i suoi effetti collaterali – rari ma importanti – possono potenzialmente colpire un elevato numero di pazienti.

Occorre per esempio tenere sotto stretto monitoraggio la funzionalità renale dei pazienti che assumono tenofovir, soprattutto se in combinazione con ritonavir, è stato sottolineato questa settimana alla Conferenza.

La sindrome di Fanconi è una particolare insufficienza renale causata dall’eccessiva perdita di alcune sostanze che normalmente dovrebbero essere riassorbite dall’organismo e che invece vengono espulse attraverso le urine, come fosfati (costituenti delle ossa), amminoacidi e bicarbonato, il che causa un pericoloso innalzamento dell’acidità nel flusso ematico (acidosi).

Il dott. Nicholas Medland della Monash University di Melbourne, Australia, ha riferito alla Conferenza che la sindrome di Fanconi è risultata un effetto collaterale “poco comune, ma non raro”, con l’1,25% dei partecipanti al suo studio (un paziente su 80) che l’aveva sviluppata nell’arco di un decennio.

Il dato più importante è che la sindrome può comparire inaspettatamente anche in pazienti non considerati a rischio di malattia renale.

In alcuni studi il tenofovir è stato anche associato alla perdita di densità ossea.

Tuttavia, Dominique Costagliola dell’ente nazionale francese di ricerca INSERM ha dichiarato di non aver rilevato associazioni tra il tenofovir o altri antiretrovirali e rischio di fratture del tipo normalmente correlato a una ridotta densità ossea.

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