Home Farmaci anti hiv È ancora efficace dopo due anni un regime che prevede l’assunzione dei farmaci quattro giorni sì e tre no

È ancora efficace dopo due anni un regime che prevede l’assunzione dei farmaci quattro giorni sì e tre no

di Luca Negri

L’assunzione di farmaci antiretrovirali quattro giorni consecutivi ogni settimana, seguita da una pausa di tre giorni, ha mantenuto la soppressione virale e un regime giornaliero, secondo i risultati di follow-up di 96 settimane presentati la scorsa settimana alla Conferenza virtuale sui retrovirus e l’infezione opportunistica (CROI).

Nell’era della terapia antiretrovirale efficace, sono in corso sforzi per consentire alle persone con HIV di assumere farmaci meno spesso. I ricercatori stanno esplorando nuovi approcci che implicano il trattamento una volta alla settimana , una volta al mese o anche meno frequentemente .

Il dottor Roland Landman presenta al CROI 2021.

Un regime che prevede l’assunzione di farmaci antiretrovirali per quattro giorni consecutivi a settimana seguiti da una pausa di tre giorni si è dimostrato efficace nel mantenere la soppressione virologica quanto un regime a somministrazione giornaliera: sono i risultati alla 96° settimana di uno studio di follow-up presentato a CROI 2021.

Nell’era della terapia antiretrovirale efficace, la ricerca sta indirizzando i propri sforzi verso la messa a punto di regimi che consentono alle persone HIV-positive di prendere meno farmaci. Lo studio QUATOR mirava a verificare se le persone con una carica virale non rilevabile potessero mantenere la soppressione virologica assumendo i farmaci solo quattro giorni la settimana. Se si rivelasse efficace, questo approccio non solo consentirebbe ai pazienti di fare delle pause dal trattamento, ma potrebbe anche ridurre i costi delle terapie di circa il 40%.

I partecipanti allo studio assumevano vari regimi antiretrovirali. Poco meno della metà (48%) erano trattati con un inibitore dell’integrasi, più comunemente l’elvitegravir o il dolutegravir; il 46% con un inibitore non nucleosidico della trascrittasi inversa (NNRTI), più comunemente la rilpivirina; e il 6% con un inibitore della proteasi, il più delle volte il darunavir.

Per le prime 48 settimane, 636 partecipanti sono stati randomizzati per continuare ad assumere il proprio regime di trattamento tutti i giorni oppure per soli quattro giorni consecutivi (dal lunedì al giovedì), seguiti da tre giorni di riposo. Dalla 48° settimana, entrambi i gruppi hanno iniziato ad assumere il trattamento quattro giorni sì e tre no per altre 48 settimane.

Dopo 96 settimane, la carica virale continuava ad essere irrilevabile nel 92,7% delle persone randomizzate per l’assunzione intermittente dei farmaci fin dall’inizio e nel 96,1% di coloro che erano passate dall’assunzione quotidiana a quella intermittente. I tassi di fallimento virologico sono invece saliti rispettivamente al 4,2% e al 2,0%. Tuttavia, nel braccio con assunzione intermittente si sono osservate differenze in base ai farmaci impiegati: erano del 5,3% nei pazienti trattati con un NNRTI e del 2,4% in quelli trattati con un inibitore dell’integrasi.

Sono state osservate nuove mutazioni farmacoresistenti in sette delle 19 persone che sono andate incontro a fallimento virologico sul regime intermittente.

Gli autori hanno concluso che un regime che prevede l’assunzione dei farmaci quattro giorni sì e tre no ha un’efficacia che resta sostenuta a 96 settimane e un tasso di fallimento virologico ridotto, in particolare in chi è trattato con inibitori dell’integrasi.

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