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A Better World, cosa aspettarsi dalla prima Unconference sull’hiv

di Luca Negri
A Better World, cosa aspettarsi dalla prima Unconference sull’hiv

A Better World, cosa aspettarsi dalla prima Unconference sull’hiv

A Better World, cosa aspettarsi dalla prima Unconference sull’hiv.

Unconference sull’hiv: Wired e Gilead vi invitano a un pomeriggio all’insegna dell’innovazione, della ricerca e della speranza in compagnia di ospiti d’eccezione.

Wired e Gilead – la casa farmaceutica leader della lotta all’Aids – vi invitano a un pomeriggio all’insegna dell’innovazione, della tecnologia, della medicina ma soprattutto dell’ottimismo: è la prima

Unconference sull’hiv., un’occasione che non punta a raccontare la malattia ma a mostrare che con quella malattia oggi si può convivere, perché il nostro è il migliore dei mondi possibili. Il nome dell’evento, infatti, la dice lunga: A Better World. Perché vogliamo “guardiamo oltre”. Oltre i limiti percepiti, e verso un futuro migliore.

Al Mudec di Milano, dalle 15 alle 20, si succederanno ospiti legati a vari ambiti per dimostrare come il cambiamento positivo, spesso a dispetto delle apparenze, abbia investito quasi ogni area della nostra esistenza.

Guardiamo oltre le inevitabili difficoltà per consegnare un messaggio di ottimismo, veicolato dalla passione per la ricerca e il superamento di ostacoli che fino a poco tempo fa sarebbe sembrato semplicemente impossibile oltrepassare.

Il direttore di Wired Federico Ferrazza introdurrà l’evento e presenterà gli speaker, legati dal filo rosso di uno sguardo lungimirante, in grado di far ripercepire la realtà da un punto di vista più positivo e visionario. L’illustratore Guido Cesana racconterà invece ciascun discorso attraverso le immagini, interpretando le conclusioni della giornata secondo il suo canone artistico personale.

Ad aprire le danze, letteralmente, ci sarà la ballerina Simona Atzori. Priva di braccia dalla nascita, l’artista dedita anche alla pittura si esibirà dal vivo per il pubblico di A Better World cui destinerà, in seguito, la sua storia che è fatta di determinazione e rifiuto delle etichette: la diversità può essere un privilegio, specie se funziona da propulsore e ci spinge a superare i nostri limiti. Persino quelli biologici.

Vera Gheno racconterà Parole O_stili, il manifesto pionieristico che affronta il problema dell’odio in Rete mirando alla costruzione di una vita virtuale ecologica, basata sul rispetto.

Perché i social network arricchiscono la nostra vita, fanno sì che siano le notizie ad arrivare direttamente a noi anche se non le cerchiamo, e ci mettono in contatto con persone distanti allargando la nostra cerchia fino a raggiungere animi affini al nostro. Sta a noi preservarne l’atmosfera serena e dunque l’efficacia esercitando una sorta di galateo a base innanzitutto di buonsenso.

Miriam Giovanzana, direttore responsabile di Terre di Mezzo, ha fondato il festival Fa’ la cosa giusta, ormai un appuntamento fisso e un punto di riferimento per chiunque sia interessato a temi quali ambiente, sostenibilità e lotta alla marginalità sociale. Al cuore del suo discorso pulsa l’importanza di instaurare relazioni giuste attraverso cui diviene possibile immaginare uno scambio più equo, una conversazione che non veda più perdenti e vincitori ma esseri umani alla pari. Perché il nostro pianeta offre infinita ricchezza, e oggi più che mai sta a noi prendercene cura.

Massimo Temporelli ha co-fondato il FabLab, dirige la collana scientifica Microscopi edita da Hoepli e svolge lezioni e seminari nelle più importanti università milanesi. aure suscitate, semplifica, amplifica e migliora ogni giorno la nostra vita.

Nel corso della giornata si terrà anche una tavola rotonda con chi ha vissuto le diverse epoche dell’Aids e ne è coinvolto personalmente. Gli interventi di Alex Kalomparis, vicepresidente delle comunicazioni Gilead, Massimo Cernuschi, presidente di ASA Associazione Solidarietà AIDS, Rosaria Iardino, presidente onorario di Nps Italia onlus, il primo network interamente formato da persone Hiv+, e Simone Marcotullio, vice-presidente dell’Associazione Nadir Onlus ripercorreranno la storia che negli anni ’80 fece impallidire la comunità scientifica e il mondo intero, i cambiamenti degli ultimi 30 anni, cosa significa oggi vivere come hiv+ e il futuro.

Per partecipare all’evento, gratuito, basterà registrarsi qui. Per qualsiasi domanda potete far riferimento all’evento su Facebook. La giornata di lavori sarà in diretta streaming su Wired.it e via Facebook Live. #HIVguardiamoltre sarà l’hashtag della giornata per partecipare via Twitter e Instagram. Vi aspettiamo.

Fonte: www.wired.it

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