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Associazione di d4T con la gobba di bufalo

di Luca Negri
Pubblicato: Ultimo aggiornamento il

Associazione di d4T con la gobba di bufaloPrimo studio controllato mai eseguito sulla gobba di bufalo, un aspetto della sindrome lipodistrofica causata dagli effetti collaterali della terapia antiretrovirale nelle persone con HIV, ha evidenziato un’associazione significativa con l’uso di d4T (stavudina, Zerit) e con la perdita di grasso sottocutaneo(da tempo già associata all’uso di d4T).

Lo studio, pubblicato nell’edizione di gennaio di HIV Medicine, ha  anche riportato che la gobba di bufalo è un evento raro, riscontrato solo nel 2% degli individui in HAART.

E’ ormai largamente affermato che il trattamento con HAART può causare sindrome metabolica e cambiamenti nella distribuzione del grasso nel corpo conosciuti come lipodistrofia, una sindrome che può causare la perdita di grasso dalle membra, natiche o faccia e/o l’accumulo intorno all’addome o alla parte posteriore del collo e fra le spalle.
Il termine medico che definisce l’accumulo di grasso nella parte posteriore del collo è  lipomatosi cervicale, anche se viene solitamente chiamato gobba di bufalo. Questa circostanza non è pericolosa in sè, ma può essere scomoda, stigmatizzante e con conseguenze sul vissuto dell’immagine corporea che influisce sull’autostima con ripercussioni psicologiche. Studi precedenti hanno suggerito si presenti dal 2 al 13% degli individui che prendono in terapia.

La perdita di grasso è stata associata con l’uso di terapie antiretrovirali particolari (d4T soprattutto e, con grado inferiore, AZT (zidovidine, Retrovir), ma sono relativamente poco conosciute le cause esatte della gobba di bufalo.

Ricercatori spagnoli quindi hanno cercato di determinarne i fattori di rischio e di prevalenza analizzando le caratteristiche cliniche e metaboliche degli individui colpiti

Lo studio sulla lipomatosi cervicale (LIPOCER) era d’osservazione, multicentrico e controllato ed ha coinvolto oltre 4.000 pazienti in HAART in dieci ospedali spagnoli.

Sono state raccolte informazioni riguardanti  la demografia dei pazienti, lo stato di infezione da HIV, in conteggio dei CD4, carica virale, colesterolo, trigliceridi, glucosio e livelli acidi urici. In un sottoinsieme di pazienti sono stati inoltre controllati i livelli ormonali e dell’insulina mentre in un secondo insieme è stata presa in esame l’insulino resistenza

Dei 4.214 pazienti a 80 (2%) è stata diagnosticata la lipomatosi cervicale.

La comparsa diella gobba di bufalo è stata associata ad una durata più lunga dell’infezione di HIV (p = 0.0001), al trattamento con saquinavir (p = 0.001), indinavir (p = 0.048)), efavirenz (p = 0.032), d4T (p = 0.0001) e tenofovir (p = 0.006). Inoltre è stata associata con altre funzioni della sindrome di lipodistrofia compreso il rapporto dell’vita-anca (p = 0.0001), la perdita grassa (p = 0.0001), l’aumento grasso sul seno, anche conosciuto come la ginecomastia (p = 0.005), il colesterolo totale elevato (p = 0.055), HDL più basso (p = 0.001) e alti trigliceridi (p = 0.0001). Inoltre è stata associata con la neuropatia (p = 0.028), che è inoltre un effetto secondario riconosciuto di d4T.

Nell’analisi a più variabili successiva, soltanto l’uso di d4T (p = 0.0073) e la perdita grassa (p = 0.0001), uno degli effetti collaterali importanti di d4T, è stato associato alla gobba di bufalo.

I ricercatori hanno quindi scritto che:
“La lipomatosi cervicale  è stata associata pricipalmente con la presenza di altri disordini nella distribuzione del grasso e nel metabolismo dei lipidi, ma lo studio suggerisce che essa sia parte della sindrome lipodistrofica”.
Ed hanno aggiunto che la durata della terapia con  d4T è stata indipendentemente associata alla comparsa della gobba di bufalo.”
Questo risultato, fanno notare, è una novità benchè d4T e AZT siano stati sempre associati alla perdita di massa grassa, mentre gli inibitori della proteasi sono stati precedentemente associati all’accumulo , una conclusione quest’ultima non sostenuta dalle loro analisi. I ricercatori inoltre hanno ipotizzato che l’insulino resistenza svolga un ruolo chiave nello sviluppo sia dei cambiamenti morfologici che metabolici della lipodistrofia.

Reference

Palacios R et al. Cervical lipomatosis in HIV-infected patients: a case control study. HIV Med 8: 17 ? 21, 2007.

Per leggere l’articolo in lingua originale:

http://www.aidsmap.com/en/news/0A3630CC-1C51-48B8-BAF3-8C4BA0D67ECF.asp

Fonte: Aids Map
Traduzione e adattamento a cura di Poloinformativohiv

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