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Atazanavir: con o senza booster in pazienti naive

di Luca Negri

Atazanavir: con o senza booster in pazienti naivePrima di uno studio di 48 settimane presentato al CROI l’anno scorso, l’Atazanavir (Reyataz) non era molto prescritto come farmaco per una terapia combinata in pazienti naive, principalmente per l’assenza di dati sulla sicurezza ed efficacia. Negli Stati Uniti l’Atazanavir è già impiegato come farmaco di prima linea, con o senza Ritonavir come potenziatore farmacocinetico (booster), ma in Europa le linee guida lo indicano ancora come farmaco di seconda linea per pazienti pre-trattati, con l’impiego di Ritonavir.

L’Atazanavir con o senza Ritonavir è sicuro ed efficace in pazienti naive, secondo gli ultimi studi presentati a Sydney. Con il Ritonavir ha dimostrato un alto tasso di soppressione virale dopo 96 settimane, pochi rimbalzi virologici, e minori resistenze agli inibitori della proteasi o agli analoghi nucleosidici.

I risultati sono un ulteriore conferma all’utilizzo di Atazanavir/Ritonavir come parte di un potente regime antiretrovirale di prima linea, nonostante sia utilizzato solamente come parte di trattamento in pazienti pre-trattati.

Lo studio AL424-089 è stato disegnato per comparare l’efficacia dell’Atazanavir/Ritonavir 300/100 mg una volta al dì, rispetto al semplice Atazanavir 400 mg una volta al dì. Ad entrambi i gruppi è stata somministrata Lamivudina (Epivir) una volta al dì e la scelta di utilizzare anche Stavudina (Zerit).

La media di conta di CD4 dei partecipanti era circa 200 cellule/ml, e circa la metà aveva una carica virale sopra le 100.000 copie/ml.

96 settimane di dati hanno dimostrato che i pazienti in entrambi i gruppi hanno avuto una rapida soppressione della carica virale, soppressione mantenuta attraverso le 96 settimane del trattamento.

In ogni caso, il tasso di risposta è stato maggiore nel gruppo con l’impiego di Ritonavir, con il 65% di pazienti che ha ottenuto una carica virale sotto le 50 copie/ml, rispetto al 55% del braccio senza l’impiego di di booster, anche se gli autori dichiarano che la differenza non è statisticamente significativa.

Inoltre, minori sono stati i fallimenti virologici nel braccio con l’impiego di booster (5 rispetto a 16). Dieci fallimenti virologici sono stati osservati tra la settimana 48 e la 96 nel gruppo senza booster, rispetto ai due osservati nel gruppo con l’impiego di booster. La sostituzione del farmaco o di un inibitore nucleosidico della terapia si è avuta solamente in 5 casi nel gruppo senza booster, rispetto ad un caso singolo dell’altro braccio.

Cinque pazienti nel braccio con l’impiego di booster hanno interrotto il trattamento dovuto a iperbilirubinemia, e c’è stato un tasso superiore della bilirubina del terzo/quarto grado (66%) rispetto al gruppo senza booster (24%).

Un aumento del livello dei lipidi è stato notato durante lo studio (20% rispetto a 7%) in entrambi i gruppi, ma il livello di colesterolo totale non ha richiesto comunque alcun intervento.

I ricercatori concludono che l’Atazanavir è sicuro ed efficace in pazienti naive, compresi quei pazienti con uno stadio di malattia avanzata.

FONTE: aidsmap.com
Traduzione e adattamento a cura di Poloinformativohiv

 

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