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Bambini nati da madri che vivono con l’HIV

di Luca Negri

In modo incoraggiante, un nuovo studio sudafricano ha scoperto che, in generale, i bambini nati da madri che vivono con HIV e che stanno assumendo un trattamento per l’HIV, non hanno esiti di salute peggiori rispetto ai figli di madri sieronegative.

La terapia antiretrovirale per le donne in gravidanza con HIV ha salvato la vita a milioni di donne e ha impedito a centinaia di migliaia di bambini nati da madri che vivono con l’hiv di contrarlo. Ma, a parte l’HIV, quei bambini hanno problemi di salute?

Alcuni studi precedenti avevano scoperto che i bambini nati da madri sieropositive avevano generalmente una salute più scarsa rispetto ai bambini di madri sieronegative.

Tuttavia, la maggior parte dei dati per questi studi sono stati raccolti diversi anni fa, spesso da madri che non hanno ricevuto il trattamento per l’HIV durante la gravidanza o hanno iniziato con un basso numero di CD4. Quando le donne in gravidanza sono in cattive condizioni di salute, è più probabile che anche i loro bambini abbiano problemi di salute.

In modo incoraggiante, un nuovo studio sudafricano ha scoperto che, in generale, i bambini nati da madri che vivono con HIV e che stanno assumendo un trattamento per l’HIV, non hanno esiti di salute peggiori rispetto ai figli di madri sieronegative.

Tuttavia, hanno scoperto che i bambini delle madri sieropositive hanno avuto più ricoveri, in particolare per polmonite e diarrea, nel periodo da una settimana dopo la nascita a tre mesi dopo la nascita.

Ma questo svantaggio per la salute è scomparso nei bambini allattati esclusivamente al seno e che hanno anche ricevuto l’intero ciclo di vaccini raccomandati (incluso BCG per la tubercolosi, il rotavirus e lo pneumococco).

In Sudafrica le persone non hanno sempre accesso all’acqua pulita, quindi alle donne con HIV si consiglia di allattare. Questo perché nel complesso è più sicuro per un bambino avere latte materno contenente l’HIV rispetto alla formula per l’infanzia fatta con acqua non sicura e bottiglie che non sono state sterilizzate.

La situazione è diversa nel Regno Unito e in altri paesi ricchi, dove si raccomanda alle madri che vivono con l’HIV di allattare con biberon utilizzando la formula per l’infanzia. Le linee guida del Regno Unito riconoscono i più ampi benefici per la salute dell’allattamento al seno (che questo studio ha evidenziato) ma affermano che anche la possibilità di trasmissione dell’HIV deve essere presa in considerazione.

Quando una madre sta assumendo un trattamento per l’HIV e ha una carica virale non rilevabile, il rischio di trasmissione dell’HIV attraverso il latte materno è basso, ma non zero.

Più in generale, sono necessari ulteriori studi su questo importante argomento, anche in luoghi in cui le donne hanno un buon accesso al trattamento per l’HIV e ad altre cure sanitarie.

Per maggiori informazioni, leggi la pagina di NAM (in inglese) “Nutrire il tuo bambino quando sei affetta da HIV“.

Traduzione e adattamento a cura di Poloinformativohiv/AIDS
La copia e diffusione di tale testo è possibile citando, per cortesia, la fonte della traduzione.

Fonte: AidsMap

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