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Basta con la paura, Lucca esce allo scoperto

di Luca Negri

 

Basta con la paura, Lucca esce allo scopertoUscire dal silenzio e dalla solitudine.
A maggio 2004 nasce, grazie alla collaborazione dei medici dell’ambulatorio di Malattie Infettive di Lucca, in particolare ai dottori Vincenti Antonella e De Gennaro Michele, un servizio gratuito di sostegno e ascolto attivo per pazienti HIV+ gestito da Ilaria G., S+ dal 1986, gestalt counsellor AICO (Associazione Italiana Counselling).

Inizialmente con una frequenza di due mattine la settimana, poi su appuntamento, le persone interessate hanno cominciato a fruire di questo servizio: persone HIV positive, non alla diagnosi, (ma alcuni di loro ne sono a conoscenza da pochi mesi) e persone coinvolte affettivamente (familiari e/o amici di S+)
(vedi in coda abstract Anlaids2004).
Dopo qualche mese, su richiesta di alcuni, è nato un gruppo d’auto-aiuto, un gruppo di persone che condividono una stessa condizione e che si riunisce c/o l’ospedale ogni quindici giorni per confrontarsi e per offrirsi sostegno a vicenda.

“Il gruppo permette a ciascuno di dare voce ai propri pensieri e alle proprie emozioni e, attraverso il confronto con altre persone che hanno lo stesso problema e lo scambio di informazioni e di esperienze intorno alla condizione condivisa, permette di arrivare a capire in quale misura la sieropositività ha inciso sulla propria vita e cosa è possibile fare per affrontare la situazione. Liberarsi dalla sensazione di impotenza che spesso accompagna la scoperta del HIV+ recuperando la capacità di prendersi cura di sè, di decidere in prima persona a tutto campo: il gruppo funziona come luogo dove porsi e porre domande e come sostegno rispetto alle decisioni prese.
Ma il seme ha continuato a germogliare, è cresciuto e si è trasformato “.
E’ questa maturazione che ci ha portato oggi, dopo due anni e poco più, a volere uscire fuori dal guscio (e dall’ospedale) in aiuto e sostegno di altri come noi.
Intorno al gruppo girano circa una quarantina di persone: una parte va e viene in modo altalenante mentre una decina di noi è presente in modo attivo e continuativo.
Per adesso abbiamo uno spazio, datoci dalla Circoscrizione di Lucca, dove possiamo ritrovarci come gruppo d’auto-aiuto e dove possiamo accogliere, ascoltare e informare le persone S+ e non, che desiderano aiuto e sostegno.
La strada da fare è ancora lunga ma siamo determinati a proseguire, “con il ruggito del leone che è in noi”!!!!
Dedicato a Gianni G. di NPS Toscana
Gruppo S+ di Lucca
Questo è l’abstract pubblicato sul libro riassunti dell’ANLAIDS al XVIII Convegno Nazionale AIDS e Sindromi Correlate tenutosi a Milano il 28-30 novembre 2004 che è stato esposto formato Poster all’interno dello spazio previsto –
Programma Etico-Sociale.

COUNSELLING: AIUTARE AD AIUTARSI ATTRAVERSO LA RELAZIONE
*I.Ghelardini, **A.Vincenti, ***S. Ardis, **M. De Gennaro, **A. Scasso
*Counsellor AICO Associazione Arcobaleno Lucca, **UO Malattie Infettive Lucca, *** Direzione Sanitaria Ospedale Lucca

Un servizio di counselling è attivo dal 10 maggio 2004 presso l’U.O. di Malattie Infettive di Lucca; due mattine la settimana dalle 8.30 alle 12.30 i pazienti dell’Ambulatorio hanno a loro disposizione gratuitamente un counsellor con il quale parlare dei propri disagi personali.
E’ un intervento di ascolto e sostegno ai malesseri esistenziali e/o relazionali, a situazioni conflittuali, mirato a favorirne la soluzione. Attraverso la relazione comunicativa, il counsellor agevola l’autoconoscenza, accompagna e sostiene l’altro durante questo cammino autoesplorativo che lo aiuterà a crescere e aumenterà in lui l’autonomia, l’autostima e la fiducia nelle proprie risorse e/o capacità.

“L’approccio utilizzato è gestaltico e fa riferimento agli insegnamenti di Fritz Perls. L’essere umano è visto nella sua dimensione olistica ed è al centro dell’intervento per essere aiutato a comprendere ed accettare sè stesso e gli altri.
Egli è il responsabile unico della propria vita e del proprio benessere. Il lavoro viene impostato sul “Qui e ora” cercando di andare a vedere cosa c’è sullo sfondo?..”
“Aiutare ad aiutarsi attraverso la relazione” (F. Perls)

A tre mesi dall’inizio, il numero totale di persone viste è stato di 18; 9 femmine e 9 maschi; alcuni di loro (12 di cui 6 maschi e 6 femmine) hanno fatto solo un primo colloquio, i restanti, 3 maschi e 3 femmine vengono invece con cadenza settimanale. L’età media è 41 anni (range 26 – 61 anni) Le persone che si rivolgono a questo servizio sono HIV positive da un certo periodo di tempo, non alla diagnosi; sono pazienti dell’Ambulatorio che vengono indirizzati dai medici e/o dalle infermiere perchè portatori di uno status di sofferenza e ritenuti bisognosi d’aiuto.I problemi emersi ad oggi nei pazienti visti, sono legati al vuoto che questa patologia ha creato in loro.

Le perdite legate alla vita di coppia, ai rapporti sociali, (mondo del lavoro, amici); una mancanza di progettualità futura allargata; necessità di elaborazione dei lutti familiari e non; paura della morte e della procreazione; percezione distorta della propria persona (diversità intesa con disprezzo: sono un appestato, sporco!; con giudizio punitivo: me lo sono meritato perchè!); difficoltà di integrazione sociale e affettiva; difficoltà ad aderire alle terapie.
La nostra esperienza ci fa ritenere che sarebbe auspicabile in ogni Ambulatorio di Malattie Infettive prevedere al suo interno un servizio di counselling pronto ad accogliere ed ascoltare i pazienti che desiderano aiuto e sostegno. Se la persona si sente ascoltata, considerata e compresa, aumenta la sua disponibilità a seguire le prescrizioni, i consigli, le terapie, ha una migliore aderenza terapeutica e partecipa attivamente al proprio processo di guarigione sia fisico che mentale.

Fonte: NPS Italia Onlus

 

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