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Belgio diviso sui diritti degli immigrati illegali sieropositivi

di Luca Negri

Belgio diviso sui diritti degli immigrati illegali sieropositividi Ivano Abbadessa

In Belgio le organizzazioni della società civile chiedono al governo l’adozione di una politica di accoglienza degli immigrati sieropositivi più umana.

Ad oggi, infatti, questi possono essere espulsi senza che vengano fornite loro le cure necessarie. Il problema nasce nel 2012, quando per volontà dell’allora ministro dell’immigrazione Maggie de Block, Bruxelles decise di stringere le maglie sulle domande di regolarizzazione degli stranieri per ragioni mediche, stabilendo che venissero accordate solo ai richiedenti la cui vita fosse minacciata nel breve termine. Il provvedimento, che ha portato a un’esplosione nel numero di domande rigettate, colpisce in particolare gli immigrati positivi all’HIV. La loro espulsione non solo comporta la perdita di tutti i diritti sociali (welfare, alloggi, etc.), ma anche l’interruzione delle cure contro il virus. Per gli esperti di prevenzione e lotta contro l’HIV un ritorno nei luoghi d’origine per molti significa un senso unico verso la morte. Non c’è alcuna garanzia, infatti, che una persona sieropositiva espulsa riceva poi un supportato efficace e corretto dato che la qualità e disponibilità del trattamento è molto difficile in diversi Paesi. Per non parlare delle discriminazioni a causa del loro status di sieropositivi.

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Fonte: west-info.eu

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