Home Attualità La cannabis che cura”newsletter ottobre 2018 – una rubrica da Fuoriluogo.it

La cannabis che cura”newsletter ottobre 2018 – una rubrica da Fuoriluogo.it

di Luca Negri
La cannabis che cura”newsletter ottobre 2018 – una rubrica da Fuoriluogo.it

La cannabis che cura”newsletter ottobre 2018 – una rubrica da Fuoriluogo.it

Cannabis che cura: Dolore e “ripristino del sè”

Alcune metanalisi pubblicate nella letteratura medica internazionale sollevano dubbi sull’efficacia antidolorifica della cannabis. Le metanalisi sono degli studi statistici che riassumono i dati provenienti da varie ricerche cliniche e rappresentano uno dei più validi metodi scientifici per definire l’effetto di una terapia, secondo le linee della cosiddetta “Medicina basata sulle prove di efficacia” (Evidence based medicine). Leggi l’articolo completo su
https://www.fuoriluogo.it/mappamondo/la-cannabis-medica-e-il-ripristino-del-se/

Cancro

119 pazienti affetti da diversi tipi di tumore sono stati trattati in Gran Bretagna con cannabidiolo, in forma di olio. Vi è stata risposta clinica nel 92% dei casi, inclusa la riduzione di cellule tumorali circolanti in molti casi, ed in altri riduzione della massa tumorale. Non vi è stato alcun effetto collaterale. Gli autori concludono che il CBD è un candidato per il trattamento dei tumori.
http://ar.iiarjournals.org/content/38/10/5831.long

Morbo di Hodgkin

Un studio israeliano riporta l’esperienza in pazienti con linfoma di Hodgkin. 133 malati sono stati trattati in un ospedale di tel aviv; 51 usavano la cannabis medica, senza particolari differenze tra i gruppi. 38 pazienti hanno risposto a un questionario (anche qui non vi erano differenze tra i gruppi). Era riportato miglioramento del dolore nel 94% dei pazienti, aumento del benessere nell’87%, aumento dell’appetito nell’82%, riduzione di nausea e vomito nel 79,5% e riduzione dell’ansietà nel 51,5%. Gli autori sottolineano che l’81,5% riportava in generale efficacia della cannabis. Scarsi gli effetti collaterali. Inoltre viene riportato che, sebbene la cannabis sia sempre stata prescritta dagli oncologi curanti, la maggior parte dei pazienti riferiva che loro stessi avevano richiesto di essere trattati con questa terapia, in base a consigli avuti da altri malati, o da familiari o da informazioni trovate sui media.

https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/30345261

Riduzione del danno

La cannabis permette una maggior aderenza al trattamento nelle persone in terapia per dipendenza da oppiacei. Ricercatori canadesi hanno studiato 820 pazienti in terapia disintossicante, e hanno visto che chi consumava cannabis almeno una volta al giorno aveva circa il 21% in più di possibilità di mantenere la terapia a sei mesi.
https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/30238568

Diabete

Anche se alcuni studi epidemiologici avevano associato l’uso di cannabis al prediabete (ma con la possibilità che questo dato fosse dovuto a “causalità inversa”, cioè in pratica che si confonda la causa con l’effetto), altri non avevano trovato relazione con il vero e proprio diabete, anzi alcuni hanno dimostrato una riduzione della malattia associata all’uso. Un nuovo studio epidemiologico conferma queste conclusioni, indicando una riduzione del diabete negli utilizzatori di cannabis rispetto ai non utilizzatori, tenendo anche conto dei vari fattori confondenti, compresa la salute mentale.  https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/30288813

Epatopatia in pazienti con infezione da virus C

Uno studio su 188.333 pazienti con infezione da virus C ha dimostrato che tra coloro che usavano cannabis c’erano meno casi di cirrosi e la spesa sanitaria era minore. Gli autori concludono che le loro osservazioni suggeriscono che la cannabis possa avere un impatto positivo nell’alleviare le complicanze dovute all’ipertensione portale, il cancro del fegato e gli esiti della malattia tra i malati infetti da HCV.
https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/30345261 

Ansia

Per testare gli effetti del cannabidiolo sull’ansia, autori brasiliani hanno fatto uno studio in doppio cieco contro placebo utilizzando un test di simulazione di parlata in pubblico. Ne risulta che il CBD ha effetto, ma solo a un dosaggio intermedio, 300 mg, e non a 150 e nemmeno a 600 mg.
http://www.scielo.br/scielo.php?script=sci_arttext&pid=S1516-44462018005007102&lng=en&nrm=iso&tlng=en

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