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Carcinoma anale e vaccino per l’HPV

di Luca Negri
Pubblicato: Ultimo aggiornamento il

Carcinoma anale e vaccino per l’HPV

Il vaccino quadrivalente per l’HPV Gardasil non protegge gli adulti HIV-positivi dal carcinoma anale persistente con papillomavirus umano (HPV) o dallo sviluppo di lesioni intraepiteliali squamose di alto grado (HSIL): è quanto emerge da uno studio randomizzato controllato con placebo.

Vaccino per l’HPV e carcinoma anale

Il carcinoma del canale anale associato a HPV è una delle neoplasie di origine infettiva più diffuse tra le persone HIV-positive. La strategia più efficace per prevenire questo tipo di tumori, così come quelli alla cervice uterina, è vaccinarsi prima di diventare sessualmente attivi o di contrarre un ceppo di HPV associato allo sviluppo del cancro. Negli Stati Uniti, il vaccino viene offerto a ragazzi e ragazze in età pre-puberale, ed è raccomandato per gli uomini che fanno sesso con altri uomini (men who have sex with men, MSM) e per le persone HIV-positive fino a 26 anni.

Questo studio si proponeva di stabilire se lo stesso vaccino poteva rivelarsi efficace anche per persone HIV-positive che avessero superato questa età. È stato perciò selezionato un campione di 575 partecipanti, età media 47 anni, per lo più uomini, il 60% dei quali presentava già un’infezione con uno o più ceppi HPV causa di cancro coperti dal vaccino quadrivalente. Sono invece stati esclusi pazienti che avessero già sviluppato il carcinoma.

Dopo tre anni, non sono state rilevate differenze nei tassi di HPV o HSIL del canale anale. Gli autori dello studio ipotizzano che la mancata efficacia del vaccino sia imputabile alla possibile presenza di infezioni pregresse non individuate dal test HPV DNA anale e al fatto che il vaccino non è in grado di stimolare un’immunità cellulare che consenta di sanare le infezioni pregresse.

La vaccinazione delle persone HIV-positive sopra i 26 anni di età per la prevenzione del carcinoma anale resta pertanto non raccomandata. Tuttavia, dato che il vaccino ha dato prova di prevenire, almeno in certa misura, la trasmissione dell’HPV per via orale, sarebbe opportuno condurre ulteriori studi sulle sue potenzialità in materia di prevenzione dei tumori del cavo orale.

Fonte: CROI 2016

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