Home Ricerca Le donne HIV positive che iniziano la terapia antiretrovirale prima del concepimento (cART) hanno un rischio più alto di avere un bambino piccolo per l’età gestazionale

Le donne HIV positive che iniziano la terapia antiretrovirale prima del concepimento (cART) hanno un rischio più alto di avere un bambino piccolo per l’età gestazionale

di Luca Negri
cART la terapia antiretrovirale prima del concepimento aumenta il rischio di avere un bambino piccolo per l'età gestazionale

Le donne HIV positive che assumono la terapia antiretrovirale di combinazione (cART) prima del concepimento hanno un rischio maggiore di avere un bambino piccolo per l’età gestazionale (SGA).
Questo secondo la ricerca olandese pubblicata su PLOS One.

NdR: Questa ricerca, visto il titolo dell’articolo, potrebbe far pensare che una donna con hiv non possa avere figli senza problemi o rischi di complicanze. Non è proprio così e ve ne accorgerete leggendolo fino in fondo. Lo studio dovrà servire a stabilire un protocollo terapeutico della cART per le donne con HIV in gravidanza. Questo per evitare al massimo il rischio di avere un bambino piccolo per l’età gestazionale SGA (small for gestational age, SGA) .

Nel complesso, la terapia anti-HIV prima del concepimento detta cART, ha aumentato il rischio di avere un lattante piccolo per età gestazionale di circa un terzo. Ma il rischio era significativo solo se il regime pre-concepimento era basato su un inibitore della proteasi (IP).

cART la terapia antiretrovirale prima del concepimento aumenta il rischio di avere un bambino piccolo per l'età gestazionale“I nostri dati hanno mostrato che l’inizio della cART prima del concepimento è associato ad un aumento del rischio di SGA, mentre la cART iniziata dopo il concepimento non lo è”, osservano gli autori. “Questo rischio era chiaramente visibile tra le donne che ricevevano regimi basati su inibitori della proteasi prima del concepimento e costituivano il gruppo più grande. La cART avviata prima del concepimento ha anche rivelato una tendenza di un maggiore rischio di PTD (parto pre maturo)”.

I ricercatori chiedono maggiori studi, in particolare sui meccanismi per cui specifiche classi di farmaci antiretrovirali influenzano la crescita del feto.

“Poiché la maggior parte delle attuali linee guida sull’HIV consigliano di iniziare la terapia antiretrovirale a qualsiasi conteggio di CD4, il numero di donne in cART gravide, che hanno iniziato il loro regime prima del concepimento, aumenterà”. Commentano i ricercatori. “Gli studi condotti su questa nuova popolazione aiuteranno a vedere quanto  la cART in fase di pre-concepimento e quale regime farmacologico, sia il fattore cruciale negli esiti negativi della gravidanza”.

Un bambino è classificato come piccolo per l’età gestazionale se almeno il 90% dei bambini nati, dopo la stessa durata della gravidanza, ha un peso maggiore di quello suo (inferiore al dieci per cento per l’età gestazionale). I lattanti che sono SGA possono avere livelli di ossigeno ridotti, basso  zucchero nel sangue e mancato sviluppo. Sicuramente necessiteranno di cure extra durante i primi mesi di vita. La stragrande maggioranza dei bambini SGA raggiunge lo stesso livello degli altri bambini a 2 anni di età, ma potrebbero anche aver bisogno di un’alimentazione extra.

Le madri hanno più probabilità di dare alla luce bambini che sono SGA se hanno la pressione alta,  il diabete, o malattia renale cronica. Oppure malnutrizione, se fumano, usano droghe, alcol, o se hanno un’infezione. Una condizione correlata alla restrizione della crescita intrauterina, è il risultato del flusso limitato del sangue e ossigeno nella placenta. Concorrono anche altri problemi correlati alla placenta che nutre il feto in crescita.

I benefici della cART per le donne incinte HIV positive sono ben descritti. Includono la salute materna e un rischio molto basso di trasmissione dell’HIV da madre a figlio. Questi benefici sono considerati di gran lunga superiori ai possibili rischi per il bambino a causa dell’esposizione al cART.

Tuttavia, ci sono ancora incertezze circa i tempi della cART (iniziata prima o dopo il concepimento) e il tipo di trattamento dell’HIV sui rischi di esiti avversi alla nascita, in particolare il rischio di avere un lattante SGA.

Per chiarire queste importanti questioni, i ricercatori dei Paesi Bassi hanno progettato uno studio retrospettivo che ha coinvolto 1022 madri sieropositive che hanno partorito tra il 1997 e il 2015. L’outcome primario era la percentuale di bambini SGA. Gli esiti secondari erano il peso medio alla nascita (e l’età gestazionale in settimane alla nascita).

Le variabili principali erano l’inizio della cART e il tipo di farmaci antiretrovirali utilizzati prima o dopo il concepimento. I dati sono stati raccolti anche su altri fattori associati a esiti avversi di nascita, come il fumo e l’uso di droghe e alcol.

“La restrizione della crescita fetale, che si traduce in SGA, è una condizione grave con aumento della morbilità e mortalità. Sono compresi il ritardo di sviluppo neurologico, così come ipertensione, obesità e diabete mellito in età adulta”, concludono gli autori.

 

“Sono necessarie ulteriori informazioni sui meccanismi alla base delle restrizioni di crescita fetale nelle donne incinte affette da HIV che utilizzano la cART. Solo quando il potenziale impatto della cART sarà pienamente compreso potremo determinare i regimi individuali ottimali per le donne con infezione da HIV in età fertile. “

Reference

Snijdewind IJM et al. Preconception use of cART by HIV-positive pregnant women increases the risk of infants being born small for gestational age. PLOS One 13 (1): e0191389, https://doi.org/10.1371/journal.pone.0191389 (2018).

Traduzione e adattamento a cura di Poloinformativohiv/AIDS
La copia e diffusione di tale testo è possibile citando, per cortesia, la fonte della traduzione

Fonte: aidsmap

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