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Cenicriviroc, farmaco in via di sviluppo, dà risultati promettenti

di Luca Negri
ICAR, focus su: vaccini, ricerca italiana, malati e nuove scoperte

Alla 14° Conferenza Europea sull’AIDS di Bruxelles si è parlato ieri di un farmaco appartenente a una nuova classe di antiretrovirali che si sta dimostrando efficace e ben tollerato.

Benché farmaci oggi disponibili per il trattamento dell’HIV siano già sicuri e molto efficaci, i ricercatori sono comunque convinti che valga la pena continuare a svilupparne di nuovi, per combattere l’HIV su diversi fronti.

Questo farmaco, denominato cenicriviroc, è stato messo a confronto l’efavirenz, uno degli antiretrovirali più utilizzati, in un trial clinico condotto su pazienti che iniziavano per la prima volta la terapia anti-HIV. Lo studio si proponeva tra l’altro di confrontare l’effetto di due diversi dosaggi di cenicriviroc.

cenicrivirocIl cenicriviroc appartiene alla classe degli antagonisti del co-recettore CCR5. Si tratta di farmaci che impediscono all’HIV di legarsi ai linfociti CD4 inibendo i CCR5, co-recettori posti sulla superficie delle cellule immunitarie. Il cenicriviroc, inoltre, è in grado di inibire anche i recettori CCR2, che giocano un ruolo rilevante nei processi infiammatori.

Dai risultati dello studio emerge che il nuovo farmaco sarebbe equivalente all’efavirenz (Sustiva, presente anche nel farmaco combinato Atripla) in termini di abbattimento della carica virale, ma che causi meno effetti collaterali. In particolare, i pazienti a regime di cenicriviroc hanno mostrato ridotti livelli lipidici nel sangue (colesterolo o altri grassi), che risultavano invece più elevati con l’efavirenz. Di contro, però, in alcuni pazienti trattati con cenicriviroc si sono osservati alti livelli di creatina, possibile segno di danno muscolare.

Alla luce dei positivi risultati conseguiti, i ricercatori possono continuare a sviluppare il cenicriviroc: è già allo studio una compressa a dosaggio fisso che associa cenicriviroc e lamivudina (3TC, Epivir). Questo combinato potrebbe rappresentare un’alternativa al tenofovir/FTC (Truvada), e sarà sperimentato in associazione a un altro potente antiretrovirale.

Il trial ha registrato un tasso di abbandono relativamente alto, che gli autori imputano alla complessità dei regimi in tutti e tre i bracci: il numero di farmaci da assumere era infatti più elevato rispetto alla media della gran parte dei regimi antiretrovirali somministrati oggi. Nel frattempo, però, è stata elaborata una nuova formulazione per il cenicriviroc, che dunque può ora essere assunto in un’unica compressa.

FONTE: aidsmap.com

 

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