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Cirrosi alcolica, a volte bastano 1-2 drink alcolici al giorno. Allarme dall’EASL.

di Luca Negri
Malattie epatiche, l'alcol non aiuta

Cirrosi alcolica, a volte bastano 1-2 drink alcolici al giorno. Allarme dall’EASL.

Nonostante possa sembrare (specialmente ai giovani) che un paio di cocktail al giorno siano inoffensivi, in realtà i risultati di un nuovo studio presentato  all’International Liver Congress 2015 di Vienna sull’epatiti ela cirrosi dice il contrario.
Proprio adesso che le ultime scoperte sulla cura della epatite C danno nuove speranze dai nuovi farmaci capaci di sconfiggerev anche i ceppi più aggressivi, viene rivelata una cosa che poi in realtà si sapeva anche da prima, cioè che l’uso regolare di alcol anche a dosi non elevate può portare il nostro fegato alla cirrosi alcolica.

Cosa ancor più grave se si pensa che per una situazione di questo tipo (cirrosi epatica alcolica), i nuovi farmaci non ci possono aiutare visto che il loro scopo è quello di annientare un virus (quello della epatite C), e non di guarire un fegato provato da un uso-abuso di alcolici,

epatiteE’ proprio così, gli esperti non hanno dubbi e allertano sui danni dell’alcool. Basta davvero poco, anche solo 1-2 bicchieri al giorno a scatenare la malattia epatica. Un nuovo studio internazionale presentato all’International Liver Congress 2015 di Vienna ha sottolineato la significativa influenza dell’abitudine al bere giornaliera sulla malattia epatica più del consumo annuale pro capite.

Molti studi in passato hanno evidenziato l’abuso di alcool come un fattore di rischio per la cirrosi alcolica focalizzandosi sul numero totale di alcolici consumati a persona.

In accordo con l’Organizzazione Mondiale della Sanità l’eccesso di alcool è la causa più comune di cirrosi a livello mondiale. Circa il 6% delle morti globali sono causate dal consumo di alcool, la maggior parte per cirrosi alcolica, in seguito a danno epatico continuato nel tempo.

La metà di tutti i casi di cirrosi sono causati dall’alcool.

In questo studio i ricercatori hanno ipotizzato che il paese con il più alto consumo giornaliero di alcool sono a rischio più alto di avere un maggior burden di cirrosi alcolica.
A tale scopo i ricercatori hanno analizzato il report globale su alcool e salute dell’ OMS che ha incluso dati sul consumo di alcool da 193 Paesi che sono stati quindi categorizzati.
Le categorie andavano dal bere moderato all’ elevato e sono state costruite utilizzando il consumo giornaliero medio dei bevitori, in accordo con i limiti consigliati dalle linee guida alimentari americane per i grandi bevitori (più di un drink al giorno per le donne e due drink al giorno per gli uomini).

I risultati hanno mostrato che i casi di cirrosi causati dall’alcool sono aumentati dell’11.3% se nella classifica ci spostiamo dai bevitori moderati ai grandi consumatori di alcool (p<0.001).
Al contrario, il consumo totale annuale pro capite aveva un coefficiente di correlazione di solo 2.22 con la frazione della cirrosi attribuibile all’alcool (p<0.001).
Il tipo di alcool (vino, birra, super alcolici) non ha influenza su questo pattern.

Questa nuova ricerca conclude che i grandi consumatori di alcool giornalieri influenzano in maniera significativa e indipendente il burden della cirrosi nel loro Paese.
Sempre all’Easl è stato presentato uno studio in cui si evidenzia che i pazienti con disordini da abuso di alcool (AUD) hanno risultati prognostici negativi con un più alto rischio di mortalità, più dell’infezione cronica da virus dell’epatite C nella popolazione generale.

Nei pazienti con HCV il rischio di mortalità aumenta notevolmente con la contemporanea presenza di altre problematiche come HIV, cancro, malattia renale cronica e anche disordini legati all’alcool.  Questi ultimi invece già da soli sono collegati a outcome negativi e alto rischio di mortalità.
Per i motivi sopra esposti ridurre i grandi bevitori deve essere considerato un importante target di salute pubblica da raggiungere.

Emilia Vaccaro

Bataller R. et al. A Worldwide study reveals that the amount of daily alcohol intake is a better predictor of the weight of alcohol in the cirrhosis burden than the total per capita comsumption. Presenter Eva Stein. Abstract O127

Schwqrzinger M. et al. The counfounding role of severe comorbidities and alcohol use disorders on prognosis in chronic hepatitis C virus infection: an analysis of the 2008-2012 French national hospital discharge database.

Fonte: http://www.pharmastar.it/?cat=30&id=18331

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