Home Farmaci anti HIV Prima combinazione monocompressa a base di un inibitore della proteasi

Prima combinazione monocompressa a base di un inibitore della proteasi

di Luca Negri

Prima combinazione monocompressa a base di un inibitore della proteasiPrima combinazione monocompressa a base di un inibitore della proteasi.

Combinazione monocompressa.
Le terapie antiretrovirali raccomandate per il trattamento di prima linea dell’HIV spesso consistono in un regime di combinazione monocompressa a somministrazione giornaliera, ossia l’assunzione di una sola compressa una volta al giorno.

Diminuire il numero di compresse da assumere aiuta a mantenere l’aderenza terapeutica, ma per le terapie di seconda linea ci sono ancora poche opzioni di questo genere. Molti pazienti con fallimenti terapeutici alle spalle che hanno sviluppato farmacoresistenza hanno bisogno di un inibitore della proteasi, ossia un farmaco dall’attività antivirale prolungata e potente e un’elevata barriera alla resistenza.

Il primo regime monocompressa a somministrazione giornaliera contenente un inibitore della proteasi ha mostrato di mantenere la soppressione virale in quasi tutti gli individui che sono passati a questo regime dopo aver raggiunto l’abbattimento dell’HIV RNA con un regime multifarmaco, è stato riferito alla Conferenza.

Lo studio EMERALD ha valutato l’efficacia dello switch a un regime monocompressa – denominato D/C/F/TAF – contenente l’inibitore della proteasi darunavir (Prezista), potenziato con cobicistat, ed emtricitabina/tenofovir alafenamide (TAF) come inibitori nucleosidici della trascrittasi inversa (NRTI) di backbone. Il regime è stato raffrontato con un trattamento a base di un inibitore della proteasi potenziato, emtricitabina e la vecchia versione del tenofovir, il TDF (tenofovir disoproxil fumarato).

I risultati hanno evidenziato che il 96% dei partecipanti che hanno effettuato lo switch presentava livelli di carica virale non rilevabili a 24 settimane dall’inizio del trattamento; non si sono inoltre registrate differenze in termini di rebound virale rispetto a coloro che avevano proseguito con il regime multifarmaco.

Il regime è stato raccomandato per l’approvazione dal comitato scientifico dell’Agenzia Europea per i Medicinali (EMA) e sarà immesso sul mercato nell’Unione Europea con il nome commerciale di Symtuza dopo l’approvazione ufficiale da parte della Commissione Europea nella seconda parte di quest’anno.

Potrebbe interessarti anche

Questo sito Web utilizza i cookie per migliorare la tua esperienza. Daremo per scontato che ti stia bene, ma se lo desideri puoi disattivarli. Accetto Scopri di più