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Condom femminile, una prevenzione quasi sconosciuta

di Luca Negri

Condom femminile, una prevenzione quasi sconosciuta

Condom femminileLa onlus Afet: “Purtroppo si tratta di mentalità, di reticenze che ancora esistono”

di MEDEA GARRONE

Il condom femminile protegge dall’Hiv, dal Papilloma virus e da tutte le malattie sessualmente trasmissibili. E ovviamente evita le gravidanze indesiderate. Insomma salva la vita e la salute, che non è poco, visti anche i dati appena resi noti sull’Aids, che non sono per niente confortanti, e il progetto di sensibilizzazione a cura dell’Aied, sulla procreazione consapevole.
Eppure a Genova, capoluogo della regione che si trova in vetta alla classifica nazionale per malati di Hiv, a pari merito col Lazio, e dove l’utilizzo di contraccettivi è solo del 20%,  il femidom, preservativo femminile, non lo conosce nessuno.

O quasi. E non si tratta del classico contraccettivo, la pillola per eccellenza, ma proprio dell’equivalente del condom maschile. Abbiamo chiesto a dieci farmacie tra centro, ponente, levante ed entroterra se lo vendono, ma la risposta è stata la stessa per tutti: “non ce l’ho e nessuno l’ha mai chiesto.” E neanche è mai stato proposto dai rappresentanti delle più note marche di profilattici maschili.ù

Condom femminile:
Perché non lo producono nemmeno loro e i distributori che lo fanno arrivare dal Regno Unito, dove si trova l’unica casa che li fa e che li esporta in oltre 60 Paesi nel mondo, sono pochissimi.

Insomma, “se nessuno viene a proporceli e nessuno a chiederli, non possiamo conoscerli. Anzi, grazie perché ora so che esistono”, ha commentato un noto farmacista di Voltri. Che forse, almeno per curiosità, adesso ne ordinerà una scatola come ha fatto una delle farmacie storiche del centro, che domani ne avrà una confezione direttamente in arrivo dal distributore di Milano “e la metterò bene in vista”.

Ogni scatola contiene solo tre femidom e costa 3.90 euro, quindi molto se si confronta con quella di preservativi maschili, ma ha un vantaggio, il materiale. Infatti è costituito di nitrile, che è privo di lattice, e quindi adatto a chi soffre di allergie. Si tratta di una guaina lunga 17 centimetri dotata di un anello flessibile su entrambe le estremità e copre, anche all’esterno, l’organo genitale femminile, impedendo in questo modo anche la trasmissione del Papilloma virus. Ed è l’unico in grado di farlo. Cosa molto importante, specie per chi non si è vaccinata.

È usa e getta, è semplice da inserire e, come indicato all’interno della confezione “consente alle donne di gestire in prima persona la propria protezione.”

Allora perché non lo conosce nessuno? Ce l’ha spiegato Patrizia Carrara, dell’Afet Aquilone, che nella Giornata Mondiale della lotta all’Aids, il primo dicembre, era in piazza Matteotti a distribuire preservativi maschili e, naturalmente, femminili: “si tratta di mentalità, di reticenza. C’è anche il rifiuto verso quelli maschili, figuriamoci questi da donna. E poi le persone pensano di sapere già tutti e di non aver bisogno di informazione.” Invece di conoscenza e prevenzione ce n’è molto bisogno, come ha spiegato Carrara, che si occupa del problema delle dipendenze all’interno di questa onlus che, tra le varie iniziative, partecipa al Progetto Unità

di Strada, della Provincia di Genova in collaborazione con la Comunità San Benedetto, rivolto a chi si prostituisce. Su loro banco, infatti, spiccavano le coloratissime confezioni singole di femidon, su cui il nome Lila (Lega italiana alla lotta contro l’Aids) che li distribuisce gratuitamente, come l’Afet, e condomizzati.it, che oltre a esser un invito alla protezione, è uno dei pochissimi siti da cui poter acquistare questi profilattici femminili.

Fonte: genova.repubblica.it

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