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Conferme in fase III per daclatasvir TRIO, terapia orale in una unica compressa

di sert_budrio
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Conferme in fase III per daclatasvir TRIO, terapia orale in una unica compressaBristol-Myers Squibb ha annunciato nuovi ed importanti dati del programma di sperimentazione clinica UNITY che ha valutato a 12 settimane il regime TRIO, combinazione tutta orale a dose fissa di daclatasvir (DCV), asunaprevir (ASV) e beclabuvir (BCV) in un’ampia gamma di pazienti con infezione da virus dell’epatite C (HCV) genotipo 1.

I dati presentati al “The Liver Meeting 2014”, appuntamento annuale dell’Associazione americana per lo studio delle malattie del fegato (AASLD), tenutosi a Boston la settimana scorsa. L’endpoint primario di entrambi gli studi (UNITY-1 e UNITY-2) era la percentuale di pazienti che sono stati curati, definito come assenza di virus misurabile 12 settimane dopo la fine del trattamento.

Lo studio UNITY-2, che ha valutato pazienti cirrotici con un trattamento per 12 settimane di daclatasvir TRIO, ha mostrato, quando somministato insieme alla ribavirina, un tasso di risposta virologica misurata 12 settimane dopo la fine della terapia (SVR12) del 98% dei pazienti mai trattati e del 93% dei pazienti che avevano fallito una precedente terapia, e quando somministrato senza l’aggiunta di ribavirina del 93% nei naïve e dell’87% nei pretrattati.

“Anche dopo i più recenti progressi nella terapia dell’HCV, i pazienti con genotipo 1 e cirrosi epatica sono tuttora difficili da trattare”, ha dichiarato Andrew J. Muir, Associate Professor of Medicine Clinical Director, Gastroenterology & Transplant Hepatology, Duke University, Durham North Carolina. “Oggi i pazienti con cirrosi che hanno fallito una precedente terapia hanno bisogno di un trattamento di 24 settimane per raggiungere elevati tassi di risposta virologica sostenuta. I risultati di questo studio che ha utilizzato il regime daclatasvir TRIO in questa popolazione hanno mostrato elevati tassi di guarigione con un regime di 12 settimane che ha la potenzialità di migliorare l’adesione alla terapia e raggiungere la guarigione in meno tempo”.

Disegno dello studio e risultati
Lo UNITY di fase III ha valutato un regime di 12 settimane con la combinazione a dose fissa daclatasvir TRIO (daclatasvir 30 mg, asunaprevir 200mg e beclabuvir 75 mg ) in pazienti con genotipo 1 con e senza cirrosi.

Lo studio UNITY-1, in aperto, ha valutato un regime di 12 settimane con daclatasvir TRIO senza ribavirina in pazienti non cirrotici sia naïve che precedentemente trattati. I pazienti senza cirrosi naïve al trattamento (n = 312) e già trattati (n = 103) hanno ricevuto daclatasvir TRIO in dose fissa con somministrazione orale di un’unica pillola due volte al giorno per 12 settimane e con follow up a 24 settimane. La maggior parte dei pazienti (73%) presentava genotipo 1a e il 91% del totale ha raggiunto una SVR12. Il 92% dei pazienti naïve e l’89% di quelli già trattati hanno ottenuto la guarigione senza l’aggiunta di ribavirina.

Nello studio UNITY-2, i pazienti con cirrosi, naïve e già trattati, hanno ricevuto daclatasvir TRIO, in dose fissa, in un braccio senza aggiunta di ribavirina (n = 102) e nell’altro in associazione a ribavirina (n = 100). Lo studio ha utilizzato ribavirina in doppio cieco e la maggior parte dei pazienti (74%) aveva il genotipo 1a. Ha inoltre mostrato una SVR12 nel 96% dei pazienti totali che hanno ricevuto daclatasvir TRIO con ribavirina e nel 90% di coloro che hanno ricevuto daclatasvir TRIO senza ribavirina.

“I risultati degli studi di fase III UNITY con daclatasvir TRIO, in dose fissa, sono particolarmente interessanti per i pazienti con cirrosi e genotipo 1, il cui trattamento è spesso più difficile da gestire rispetto ai pazienti non cirrotici” ha sottolineato Douglas Manion, Head of Specialty Development, Bristol-Myers Squibb. “Per Bristol-Myers Squibb la complessità dell’epatite C necessita di valutare soluzioni personalizzate e i risultati degli studi UNITY sono particolarmente promettenti soprattutto nei pazienti con cirrosi, che rappresentano una percentuale specifica ma significativa di quelli con genotipo 1”.

In entrambi gli studi UNITY-1 e UNITY-2 sono stati osservati bassi tassi di eventi avversi che hanno portato alla sospensione della terapia e di eventi avversi gravi generali. Nello studio UNITY-1 sono stati registrati 7 eventi avversi gravi, tutti considerati non correlati al trattamento in studio, e 3 eventi avversi che hanno portato alla interruzione del trattamento. Gli eventi avversi più comuni sono stati cefalea (25,8%) e affaticamento (16,6%). Nello studio UNITY-2 si sono manifestati 3 eventi avversi gravi correlati al trattamento e 4 eventi avversi che hanno portato all’interruzione della terapia. Gli eventi avversi più comuni erano cefalea e affaticamento (entrambi 19,8%).

Gli abstract completi delle due presentazioni degli studi UNITY sono disponibili sul sito web di “The Liver Meeting”.

Daclatasvir è in potente inibitore pan-genotipico del complesso di replicazione NS5A (in vitro), che continua ad essere studiato in regimi multipli di trattamento e in pazienti con co-morbilità. Daclatasvir è stato recentemente approvato nell’Unione Europea per l’uso in combinazione con altri medicinali per il trattamento nell’adulto dell’infezione cronica da HCV genotipi 1, 2, 3 e 4.

Daclatasvir è stato anche approvato in Giappone in combinazione con asunaprevir, un inibitore della proteasi NS3/4A. Il regime Dual daclatasvir + asunaprevir in Giappone è il primo trattamento tutto orale, senza interferone e ribavirina per pazienti con infezione cronica da HCV genotipo 1, inclusi quelli con cirrosi compensata.

Nel 2013, il regime tutto orale daclatasvir TRIO di Bristol-Myers Squibb (daclatasvir/asunaprevir/beclabuvir) ha ricevuto la Breakthrough Therapy Designation negli Stati Uniti, il che ha aiutato a velocizzare l’avvio del Programma di Fase III UNITY, attualmente in corso. Le popolazioni in studio comprendono pazienti naïve con e senza cirrosi e pazienti precedentemente trattati.

Oltre agli studi UNITY-1 e UNITY-2, sono tuttora in corso lo studio UNITY-3, in pazienti giapponesi con genotipo 1 naïve al trattamento e già trattati, e lo studio UNITY-4, che sta esaminando il daclatasvir TRIO senza ribavirina in pazienti con e senza cirrosi in Corea, Russia e Taiwan. Daclatasvir TRIO è in studio come combinazione a dose fissa, somministrata due volte al giorno.

Studi ulteriori su daclatasvir in combinazione con sofosbuvir sono in corso in pazienti con patologia epatica molto avanzata, come quelli in attesa di trapianto e post-trapianto, i pazienti con co-infezione HIV/HCV e i pazienti con genotipo 3, nell’ambito del Programma di Fase III ALLY, attualmente in corso.

 

FONTE: pharmastar.it

 

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