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Contro il tumore alla cervice uterina: screening e vaccino

di Luca Negri

Contro il tumore alla cervice uterina: screening e vaccinoContro il tumore alla cervice uterina: screening e vaccino
Entro febbraio disponibile in Italia il primo vaccino contro questa malattia
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Il Ministro Livia Turco annuncia una campagna di vaccinazione gratuita per tutte le ragazze al compimento dei dodici anni. Ma resta fondamentale il pap test per arrivare alla diagnosi precoce contro il tumore alla cervice uterina.
Campagna di vaccinazione gratuita per 280 mila ragazze
“Oggi siamo qui per rinnovare il nostro impegno nell’informazione e nella diffusione capillare dei programmi di screening ma anche per annunciare con soddisfazione che l’Italia sarà il primo Paese europeo a pianificare una strategia di vaccinazioni pubblica contro il virus HPV e ciò avverrà contestualmente all’immissione in commercio nel nostro Paese – la delibera dell’Aifa è attesa il prossimo 1 febbraio – di un nuovo vaccino contro il virus del papilloma umano che apre nuove prospettive per la prevenzione del carcinoma della cervice uterina“.

Il Ministro della Salute Livia Turco ha così delineato l’impegno per la prevenzione del tumore della cervice uterina in occasione della Conferenza stampa di presentazione della Campagna 2007 per la diagnosi precoce del tumore al collo dell’utero promossa dall’Osservatorio nazionale sulla salute della donna (ONDA), presso la Sala delle Conferenze del Senato. Causato dal virus HPV, ovvero il papilloma virus, malgrado possa essere prevenuto con una diagnosi precoce attraverso il pap test, il tumore alla cervice uterina causa ogni anno nel nostro Paese 1000 morti tra le donne. La strategia di contrasto si basa sulla diagnosi precoce a cui si affiancano da oggi anche campagne di vaccinazione mirate.

“L’utilizzazione del vaccino – ha sottolineato il Ministro – rappresenta un importante presidio di prevenzione che si affianca, ma non sostituisce, lo screening periodico, attualmente raccomandato per le donne di età compresa tra i 25 e i 64 anni. Anche perchè il vaccino attuale è attivo contro il 70% dei virus associati al carcinoma uterino: quindi, per il restante 30%, l’unica prevenzione resta il pap-test”.

La campagna di offerta del vaccino attiva e gratuita sarà rivolta a una coorte di ragazze in età prepubere (età individuata: 12 anni) che negli anni produrrà una progressiva immunizzazione della popolazione giovane adulta esposta al rischio di infezione. Circa 280.000 dodicenni saranno chiamate ad una vaccinazione con una dose iniziale e due richiami entro i sei mesi dalla prima. La spesa prevista a carico del Ssn è valutata in circa 75 milioni di euro l’anno.

Il vaccino, al di fuori delle vaccinazioni programmate per coorti, sarà comunque disponibile a pagamento in farmacia previa prescrizione del medico, ed è indicato per le donne che non hanno ancora contratto l’infezione.

L’Italia è il primo Paese europeo che assicurerà contestualmente la commercializzazione e la rimborsabilità del farmaco, nell’ambito di un programma nazionale di vaccinazione attiva definito e programmato dal Ministero della Salute di intesa con l’Aifa

Occorre riequilibrare l’offerta di programmi di screening tra le varie regioni italiane. Questa esigenza ha trovato risposta nella Legge finanziaria 2007 che al comma 808 prevede “per il proseguimento dell’intervento speciale per la diffusione degli screening oncologici (di cui alla legge 26 maggio 2004, n. 138), la spesa di 20 milioni di euro per l’anno 2007 e 18 milioni di euro per ciascuno degli anni 2008 e 2009, per la concessione da parte del Ministero della Salute di finanziamenti finalizzati alle regioni meridionali ed insulari.”

Fonte: Ministero della Salute

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