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Contro le infezioni sessualmente trasmesse, solo il condom è efficace

di Luca Negri

Contro le infezioni sessualmente trasmesse, solo il condom è efficaceIl condom è l’unica soluzione per evitare anche le malattie sessualmente trasmesse. Il contraccettivo orale non difende da Hiv, clamidia, gonorrea, candida, sifilide ed epatite.

L’allarme dell’Organizzazione Mondiale della Sanità è di pochi giorni fa: si sta diffondendo in Europa, Australia e Giappone un nuovo ceppo di gonorrea particolarmente resistente che potrebbe rendere vane le terapie usate finora. E l’estate è la stagione in cui le malattie sessualmente trasmesse vengono “scambiate” a maggior velocità: secondo dati della Società Italiana di Ostetricia e Ginecologia in un caso su due i giovani hanno il primo rapporto sessuale proprio in estate, ma solo uno su tre ha un rapporto “protetto”. Così, chi contrae malattie sessualmente trasmesse, a causa di rapporti non protetti, nel 75% dei casi ha fra i 15 e i 24 anni.

PRESERVATIVO – «L’età delle prime esperienze si è abbassata: uno su cinque tra gli adolescenti non ancora quindicenni ha già iniziato l’attività sessuale. Spesso si tratta di ragazzine impreparate e poco informate sulle implicazioni che ciò comporta — osserva Metella Dei, del consiglio direttivo della Società di Ginecologia dell’Infanzia e dell’Adolescenza —. Per fortuna, ora le adolescenti vanno dal ginecologo più spesso rispetto al passato, ma è bene ribadire che il passaparola sul web non basta a ottenere le giuste informazioni per non rischiare la salute e una gravidanza.

In questa fascia d’età l’uso del preservativo, ad esempio, dovrebbe essere raccomandato, perché è lo strumento che può proteggere al meglio contro le malattie sessualmente trasmesse». Considerando che, tra le giovanissime attive sessualmente, la maggioranza ha una vita sessuale “instabile”, il condom appare come la soluzione più adatta, perché protegge contro le malattie e anche dalle gravidanze indesiderate: l’efficacia si aggira attorno al 98% se lo si usa bene; con l’uso “tipico” (considerando cioè i casi in cui non si infila bene, si rompe, viene conservato male e così via) scende all’85-90%.

POCA INFORMAZIONE – Otto donne su dieci però, stando a un’indagine della Società Medica Italiana per la Contraccezione, non sanno che il preservativo, perché sia sicuro, va messo all’inizio del rapporto. «Occorrerebbe perciò informare meglio i giovani (e non solo) — interviene Vincenzina Bruni della Società Italiana della Contraccezione —. Se lo si infila all’ultimo momento protegge contro l’HIV, ad esempio, ma non ugualmente bene contro altre malattie sessualmente trasmesse.

E bisogna essere molto chiari con le ragazzine: anche se prendono la pillola, devono sapere che questa non le difende affatto contro clamidia, gonorrea, candida e così via». Solo il preservativo può farlo: usarlo regolarmente, ad esempio, rende tre volte meno probabile l’infezione da clamidia. Ed è una barriera ottimale contro l’infezione da HIV, che non è più una malattia “confinata” a soggetti a rischio come i tossicodipendenti: dati del 2010 dell’Organizzazione Mondiale della Sanità indicano che in Italia quasi il 60% delle nuove infezioni (poco meno di 3 mila all’anno) deriva da rapporti eterosessuali.

Perciò il “vecchio” condom è tuttora fondamentale per tutti coloro che non hanno rapporti stabili.

 

FONTE: corriere.it

 

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