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Coppie sierodiscordanti e concepimento. Uno studio sul sesso non protetto nei giorni fertili

di Luca Negri
Pubblicato: Ultimo aggiornamento il

Coppie sierodiscordanti e concepimento. Uno studio sul sesso non protetto nei giorni fertili

Coppie sierodiscordanti -Lo studio ha rivelato che per una donna HIV-negativa e un uomo sieropositivo con infezione sotto controllo, il sesso non protetto nei giorni fertili non determinerebbe un alto rischio di trasmissione virale e sarebbe più efficace in termini di costi rispetto alla profilassi pre-esposizione nei giorni fertili e alla Pma.

Una nuova analisi basata su un modello rivela che per una donna HIV-negativa e un uomo sieropositivo con infezione sotto controllo che vogliono avere un figlio, il sesso non protetto nei giorni fertili non determinerebbe un alto rischio di trasmissione virale e sarebbe più efficace in termini di costi rispetto alla profilassi pre-esposizione nei giorni fertili e alla procreazione medicalmente assistita (PMA).

Guillaume Mabileau, dell’INSERM di Parigi e colleghi affermano che, nei paesi ricchi, in genere è la PMA ad essere raccomandata nelle coppie sierodiscordanti. “Questa strategia permette una procreazione sicura ma risulta associata a costi e limiti, come l’accesso a centri di riferimento che spesso si trovano lontani dalla casa della coppia”, dichiarano.  Tra le altre strategie figura “il trattamento come prevenzione” che prevede un rapporto non protetto se l’uomo è sotto terapia antiretrovirale combinata (CART) e ha un carico virale impercettibile. Tali rapporti sono limitati ai giorni fertili e la profilassi pre-esposizione può essere effettuata sempre o nei giorni fertili. “Tuttavia, la profilassi pre-esposizione risulta associata ad ulteriori costi e a una tossicità ignota nelle donne incinte”, aggiungono.

Le linee guida francesi raccomandano la PMA per le coppie sierodiscordanti che cercano di concepire, affermano i ricercatori. Inoltre, come alternativa suggeriscono anche la strategia “trattamento come prevenzione”, ma non consigliano la profilassi pre-esposizione. Tuttavia, le linee guida dei Centers for Disease Control and Prevention includono tra gli approcci tale tipo di profilassi.

Per confrontare l’efficacia, la tossicità e i costi delle varie strategie, Mabileau e colleghi hanno progettato un’analisi decisionale basata su un modello per comparare: un rapporto sessuale non protetto (trattamento come prevenzione), un rapporto di questo tipo solo nei giorni fertili, stabiliti in base ai test di ovulazione effettuati sull’urina, il trattamento come prevenzione usando tenofovir/emtricitabina, il trattamento come prevenzione con profilassi pre-esposizione solo nei giorni fertili e una PMA con lavaggio dello sperma e sei tentativi di inseminazione intrauterina. Il Modello Markov ha simulato una coorte di 10.000 coppie fertili sierodiscordanti che cercavano di concepire in un anno.

Bersagliare i giorni fertili era l’approccio meno costoso, con 786 euro a coppia, mentre la profilassi pre-esposizione era quella più costosa, con 3.836 euro a coppia. La PMA era la seconda opzione più dispendiosa con 3.208 euro a coppia.
Il rischio di trasmissione di HIV era più alto con i rapporti sessuali non protetti, che secondo i ricercatori potevano portare a 5,4 trasmissioni eterosessuali e 0,014 trasmissioni madre-figlio ogni 10.000 gravidanze all’anno. La profilassi pre-esposizione è risultata in 1,8 trasmissioni eterosessuali e 0,005 trasmissioni madre-figlio. I ricercatori hanno stimato che il bersagliamento dei giorni fertili dovrebbe risultare in 0,9 trasmissioni eterosessuali.

La profilassi pre-esposizione nei giorni fertili costerebbe 1.127.725 euro in meno all’anno rispetto al bersagliamento dei giorni fertili, mentre la PMA costerebbe 3.595.000 euro in meno all’anno. “Il nostro studio suggerisce che concentrarsi sui giorni fertili, determinati grazie al test dell’ovulazione effettuato sull’urina, potrebbe evitare dei notevoli costi legati a molteplici procedure mediche e al trasferimento nei centri di riferimento, spesso collocati nelle più grandi città”, dichiarano. “Con questa strategia, comunque, il rischio di trasmissione dell’HIV sarebbe molto basso e non così diverso dalla PMA”.

Alcune coppie sierodiscordanti preferirebbero zero rischi di trasmissione e “in questo caso, dovrebbe essere considerata la PMA o anche la profilassi pre-esposizione durante i giorni fertili, ma sarebbe essenziale insistere sull’adesione. Inoltre, i costi dei farmaci dovrebbero essere ridotti per permettere alle strategie di profilassi pre-esposizione di diventare più economiche anche se l’impatto di tale profilassi nel contesto delle coppie sierodiscordanti che desiderano un figlio è probabilmente molto basso”, concludono.

FONTE: American Journal of Obstetrics and Ginecology 2015

Redazione Reuters
(Versione italiana Quotidiano Sanità/Popular Science)

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