Home Congressi Risposta all’emergenza coronavirus e implicazioni per le persone con HIV: parlano gli esperti

Risposta all’emergenza coronavirus e implicazioni per le persone con HIV: parlano gli esperti

di Luca Negri

I punti evidenziati nella immagine contenente le raccomandazioni per le persone che vivono con HIV negli Stati Uniti del CDV di Atlanta

  • Garantire un ampio approvvigionamento di farmaci – fornitura di 30 giorni in ogni momento
  • Mantieni aggiornate le vaccinazioni: influenza, pneumococco.
  • Stabilire un piano per l’assistenza clinica in caso di quarantena isolata.
  • opzioni di telemedicina
  • portali medico on line
  • Gestisci un social network ma a distanza
  • i contatti sociali ci aiutano a rimanere mentalmente sani e a sistemare la noia

Emergenza coronavirus

Sono intervenuti questa settimana a CROI 2020 dei funzionari di salute pubblica provenienti da Stati Uniti e Cina a riferire in merito agli aggiornamenti sull’epidemiologia dell’ emergenza coronavirus e sulla risposta all’emergenza. La Conferenza stessa si sta tenendo in modalità virtuale, con le presentazioni trasmesse via web, proprio per via delle preoccupazioni circa la diffusione di questa infezione.

Sebbene non ci siano per il momento dati specifici relativi all’infezione da coronavirus in persone con HIV, hanno detto gli esperti, il rischio potrebbe essere elevato per gli individui con basse conte dei CD4 e per quelli che non hanno accesso regolare al trattamento.

Al 12 marzo, i dati dell’Organizzazione Mondiale della Sanità contano approssimativamente 125.000 casi di COVID-19 in 117 paesi diversi, con un numero di decessi intorno ai 4600.

Mentre la maggior parte delle persone colpite dal nuovo coronavirus sviluppa soltanto sintomi lievi, il 20% circa va invece incontro a complicanze anche gravi, soprattutto gli anziani e le persone con patologie pregresse e con sistema immunitario compromesso.

Il dott. Zunyou Wu dell’Ente cinese per il Controllo e la Prevenzione delle Malattie ha spiegato che la maggior parte dei casi osservati a Wuhan (Cina), epicentro originario dell’epidemia, si sono verificati a seguito di contatti stretti spesso all’interno di nuclei familiari, e dal momento dell’esposizione alla manifestazione dei primi sintomi in media trascorrevano cinque o sei giorni. Tra i sintomi il più diffuso risultava la febbre, che si manifestava nell’80% dei pazienti, mentre il 40% circa presentava tosse. Alla diagnosi, l’80% dei casi erano lievi, il 15% gravi e il 5% critici.

I casi di COVID-19 hanno raggiunto il picco in Cina a metà febbraio e poi sono drasticamente diminuiti. Nel frattempo, l’epidemia ha iniziato a infuriare in altri paesi del mondo. Il dott. John Brooks dei CDC statunitensi ha fatto il quadro della diffusione del coronavirus al di fuori della Cina.

Brooks ha ricordato che la principale via di trasmissione per questo virus sono le goccioline sparse attraverso l’aria, per esempio quando si tossisce o starnutisce; queste goccioline si depositano poi sulle superfici, per cui il contagio può avvenire anche se si toccano superfici contaminate e poi ci si tocca la bocca, il naso o gli occhi.

Brooks ha inoltre sottolineato che le complicanze più gravi si osservano in persone di età avanzata e con patologie pregresse come ipertensione, diabete, malattie cardiovascolari o malattie polmonari croniche. Tra le persone con HIV – molte delle quali superano i 50 anni d’età e presentano altre patologie concomitanti – il rischio sarà probabilmente più elevato per chi ha basse conte dei CD4 e chi non assume terapie antiretrovirali o comunque non ha una soppressione virale completa.

Le raccomandazioni di Brooks sono dunque di procurarsi una scorta di farmaci sufficiente per almeno un mese; effettuare le vaccinazioni per l’influenza stagionale e la polmonite da pneumococco; preparare un piano per seguire le cure ed essere assistiti anche se isolati o in quarantena; e non ultimo, coltivare i rapporti sociali anche se a distanza, per salvaguardare la salute mentale e combattere la noia.

Il dott. Ralph Baric e il dott. Anthony Fauci hanno infine passato in rassegna le opzioni terapeutiche per COVID-19 attualmente allo studio e hanno parlato dell’eventuale vaccino. Al momento, non esistono per questa infezione né farmaci approvati né terapie immunologiche né vaccini, ma la comunità scientifica sta sviluppando e testando diverse opzioni farmacologiche.

Contenuto da TheBody in Inglese

TheBody ha recentemente prodotto un pezzo sull’HIV e sul Coronavirus:

What You Need to Know About the New Coronavirus and HIV

Fonte: redazione di TheBody

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