Home Associazioni Da Nadir Onlus: Le Organizzazioni di utilità sociale europee chiedono l’applicazione di criteri etici nella ricerca per soluzioni al COVID-19

Da Nadir Onlus: Le Organizzazioni di utilità sociale europee chiedono l’applicazione di criteri etici nella ricerca per soluzioni al COVID-19

di Luca Negri
LE NAZIONI UNITE RACCOMANDANO IL RICONOSCIMENTO UFFICIALE DELLE ORGANIZZAZIONI HIV ANCHE PER I SERVIZI LEGATI ALL’EPIDEMIA COVID 19

Criteri etici: Abbiamo visto potenziali nuovi trattamenti COVID-19, vaccini e altre opzioni di prevenzione passare a sperimentazioni umane con una velocità senza precedenti e con una collaborazione globale innovativa. Ma allo stesso tempo, abbiamo ascoltato l’esaltazione di opzioni terapeutiche e di prevenzione non dimostrate.

La nostra Posizione
Dato che al momento non esistono trattamenti, cure, vaccini o altre opzioni di prevenzione biomedica approvati per COVID-19, sono necessarie opzioni terapeutiche e di prevenzione in tutto il mondo, mentre ricerca e sviluppo etici e inclusivi sono fondamentali per dare una risposta globale a questa esigenza.

Chiunque può essere colpito dalla SARS Coronavirus 2, agente che causa la malattia COVID-19. Il virus non conosce confini e situazioni etniche o socio-economiche. In questo periodo si sono mostrate disuguaglianze sanitarie tangibili.

Ma per trovare soluzioni alla pandemia, la ricerca deve tenere conto anche delle disuguaglianze di genere e geografiche esistenti nelle comunità in cui si svolge e prestare particolare attenzione a coloro che sono più vulnerabili, in qualunque paese essi si trovino.

Criteri etici fondamentali
E’ possibile condurre ricerche etiche in modo rapido e sicuro, solo quando coloro che partecipano alla ricerca  sono tutelati dalle Linee guida per le buone pratiche partecipative dell’UNAIDS / AVAC (https: // www.avac.org/good-participatory-practice).

La ricerca COVID-19 è una priorità essenziale e globale. Come sostenitori dell’HIV e della salute globale, sappiamo che è necessaria una risposta inclusiva e cooperativa per affrontare una crisi internazionale. Plaudiamo quindi l’annuncio della COVID-19 Clinical Research Coalition: nuovo sforzo globale per accelerare la ricerca clinica COVID-19 in contesti a risorse limitate (https://www.thelancet.com/journals/lancet/article/PIIS0140-6736(20)30798-4/fulltext),

Con l’avanzamento della ricerca devono essere fornite chiare informazioni sui potenziali rischi e benefici degli studi; le comunità devono essere coinvolte nello sviluppo e nell’attuazione dei protocolli di studio; gli sviluppatori di prodotti devono compiere uno sforzo concertato per:

  • garantire l’inclusione di gruppi storicamente sottorappresentati negli studi clinici
  • disporre di un piano di sviluppo del prodotto completo per tutte le popolazioni che possono beneficiarne,
  • l’impegno a garantire l’accesso a tutti;
  • la ricerca deve seguire la buona pratica partecipativa dell’Organizzazione Mondiale della Sanità per le prove sui patogeni emergenti (GPP-EP) (https://www.avac.org/resource/good-participatory-practice-guidelines-trials-emerging-and-re-emergent-patogens% C2%).

Impegno e garanzie
Chiediamo quindi a autorità politiche e regolatorie, ricercatori, aziende farmaceutiche e biotecnologiche impegnate nella ricerca COVID-19 di

  • sostenere gli standard dei criteri etici e di buona pratica partecipativa concordati a livello globale.
  • garantire un accesso rapido ed equo ai trattamenti, alla diagnostica, ai vaccini e ad altre opzioni di prevenzione sperimentate per COVID-19 in tutto il mondo.

Se qualcuno viene lasciato indietro, tutti sono vulnerabili.

Fonte: Nadir Onlus

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