Home Congressi CROI 2020: Il trattamento con dolutegravir è l’opzione terapeutica più sicura ed efficace in gravidanza, 13 marzo 2020

CROI 2020: Il trattamento con dolutegravir è l’opzione terapeutica più sicura ed efficace in gravidanza, 13 marzo 2020

di Luca Negri

In uno studio denominato IMPAACT 2010, il trattamento con dolutegravir è risultato associato con migliori tassi di abbattimento della carica virale al momento del parto. Un regime che comprendeva sia dolutegravir che tenofovir alafenamide è poi risultato associato a un numero inferiore di parti prematuri e morti neonatali rispetto a uno a base di efavirenz.

Sul trattamento con dolutegravir: I risultati di questo studio sono stati presentati in settimana alla Conferenza su Retrovirus e Infezioni Opportunistiche (CROI 2020).

In molti paesi si sta introducendo il trattamento a base di dolutegravir come terapia di prima linea per l’infezione da HIV. Nel 2018 erano state espresse preoccupazioni circa la sicurezza della somministrazione di dolutegravir nelle prime fasi di gravidanza, dopo che in uno studio condotto in Botswana erano inizialmente stati osservati tassi più alti di difetti del tubo neurale nei neonati. Tuttavia, dopo un follow-up a più lungo termine si è concluso che questo rischio è meno elevato di quanto paventato in un primo momento, e pertanto dal luglio 2019 l’Organizzazione Mondiale della Sanità raccomanda il dolutegravir a tutti, comprese le donne in età fertile.

CROI 2020: Il trattamento con dolutegravir è l’opzione terapeutica più sicura ed efficace in gravidanza, 13 marzo 2020

IMPAACT 2010 era finalizzato a comparare sicurezza ed efficacia dell’impiego di due regimi contenenti dolutegravir con il regime standard somministrato a donne in stato di gravidanza e in allattamento. Hanno partecipato allo studio 643 donne almeno alla 14° settimana di gravidanza che non avevano mai ricevuto il trattamento in precedenza oppure avevano assunto farmaci per meno di 14 giorni dall’inizio della gravidanza. Le partecipanti sono state randomizzate per ricevere una delle seguenti combinazioni farmacologiche:

  • dolutegravir, tenofovir alafenamide (TAF) ed emtricitabina;
  • dolutegravir, tenofovir disoproxil fumarato (TDF) ed emtricitabina;
  • efavirenz, tenofovir disoproxil fumarato (TDF) ed emtricitabina.

All’inizio dello studio, le partecipanti con carica virale rilevabile (al di sopra delle 50 copie/ml) erano l’84%, con un valore mediano di carica virale che si attestava sulle 903 copie/ml. Al momento del parto, nelle donne che facevano parte dei due bracci con dolutegravir le probabilità di aver raggiunto la soppressione virale (< 200 copie/ml) sono risultate significativamente più elevate rispetto a quelle del braccio con efavirenz  (97,5% contro 91%).

Il rischio di esiti avversi  (parto prematuro, basso peso per l’età gestazionale, nascita di feto morto) è risultato inferiore nel braccio con dolutegravir/TAF/emtricitabina (24,1%) rispetto agli altri due (32,9% e 32,7%).

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