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CROI: novità farmacologiche e di formulazione

di Luca Negri
Congresso croi del 2013

CROI: novità farmacologiche e di formulazioneDal CROI di Atlanta, novità farmacologiche e di formulazione, in anticipazione di  DELTA n° 61

Dolutegravir (DTG), nuovo inibitore dell’integrasi (INI) in fase avanzata di sviluppo. Nello studio SAILING (Pozniak A 179 LB) è stato somministrato QD in 715 soggetti a pazienti con replicazione virale che non avevano mai assunto INI versus Raltegravir (RAL). A 24 settimane ha azzerato la viremia plasmatica nel 79% dei partecipanti versus RAL (70%), mostrando superiorità. Eventi avversi e guadagno di CD4 (114 vs 106) simili nei due bracci.
Negli studi SPRING-2 e SINGLE (Brinson C 554) su pazienti naive, a 48 settimane DTG ha mostrato non inferiorità versus RAL (in associazione a 2 NRTI) e superiorità versus Atripla (TDF/FTC/EFV): il risultato è rimasto vero anche analizzando sottogruppi di popolazioni (divisioni per HIV RNA e CD4 al basale, genere, età, razza, fattori di rischio di HIV). Lo studio ING116070 ha mostrato un’ottima attività antivirale di DTG a 16 settimane anche nel fluido cerebrospinale (Letendre S 178LB).

Tenofovir alafenamide (TAF), nuova formulazione del pro farmaco di tenofovir. A 24 settimane (Zolopa A 99 LB) è stato confrontato con il classico tenofovir (TDF), entrambi associati a elvitegravir/cobicistat + emtricitabina. TAF, in co-formulazione con i farmaci precedenti, conferma l’aumento di oltre 5 volte della concentrazione intracellulare rispetto all’utilizzo di TDF. Nei 170 soggetti naive arruolati, l’87.5% nel braccio TAF e l’89.7% nel braccio TDF avevano viremia azzerata e l’aumento di CD4 è stato, rispettivamente, di 163 e 177. Gli eventi avversi sono simili e l’aumento di creatinina sierica era presente nel braccio TAF solo nelle prime 4 settimane. Non si sono riscontrati casi di tubolopatia in entrambi i bracci. La diminuzione della densità minerale ossea è stata minore nel braccio TAF.

MK-1439, nuovo NNRTI studiato in monoterapia per 7 giorni in 18 pazienti naive, ha fornito dati di potente efficacia nei dosaggi da 25 a 200 mg/QD. Superata la fase della monoterapia nessun paziente ha avuto aumento di carica virale (Anderson M S 100).

Cenicriviroc (CVC), il nuovo antagonista del CCR5 e del CCR2. Presentati i dati di fase II a 24 settimane (Gathe J 106 LB) in combinazione con TDF/FTC in pazienti naive versus efavirenz (EFV). Dei 143 soggetti randomizzati, il successo virologico nel braccio con CVC è stato del 76% e del 73%, rispettivamente, nei dosaggi a 100 mg e a 200 mg QD. Migliori i dati su colesterolo e quelli dell’attivazione monocitaria (marcatore sCD14), fattore indipendente di mortalità nell’HIV. Pochi i casi di interruzione dovuti ad eventi avversi, più presenti nel braccio con EFV.

 

FONTE: newsletter nadironlus

 

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