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Disco verde dalla Valle d’Aosta all’uso terapeutico della cannabis

di Luca Negri
Dolore, depressione, ansia: La Cannabis che cura - settembre 2018 - una

Disco verde dalla Valle d'Aosta all'uso terapeutico della cannabisDisco verde dalla Valle d’Aosta all’uso terapeutico della cannabis

Circolare dell’Usl ai medici di famiglia

Via libera in Valle d’Aosta all’uso terapeutico di farmaci a base di cannabis: l’Usl ha diramato una circolare per informare i medici sulla possibilità di prescrivere questi preparati, come previsto dal decreto del Ministero dello Salute del 9 novembre 2015. Nessuna richiesta ad oggi per questi medicinali – peraltro non ancora disponibili – utilizzabili, ad esempio, come analgesico nella sclerosi multipla e per stimolare l’appetito in alcuni pazienti, come gli oncologici.

Prima dell’entrata in vigore del
decret, l’unico uso in Valle d’Aosta di un preparato con un principio attivo ricavato dalla cannabis era quello di uno spray nasale indicato per i pazienti con una sclerosi multipla molto avanzata. Il prodotto, un farmaco registrato, è disponibile da circa un anno ed è a solo uso ospedaliero.

Nel suo complesso, il decreto illustra il Progetto pilota dalla produzione nazionale (nello stabilimento chimico farmaceutico militare di Firenze, dove la fase sperimentale è già iniziata, con i primi raccolti) alla prescrizione sino alla vendita in farmacia. Il preparato del farmacista potrà essere assunto come “decotto” oppure somministrato “per via inalatoria, mediante l’uso di uno specifico vaporizzatore”.

La norma mette in guardia sulle conseguenze dell’uso di questi farmaci: “I soggetti in terapia, inoltre, dovrebbero essere esentati dalla guida di veicoli o dallo svolgimento di lavori che richiedono allerta mentale e coordinazione fisica per almeno 24 ore dopo l’ultima somministrazione”.

In dettaglio, gli impieghi di cannabis a uso medico previsti dal decreto del ministero della Salute riguardano: “l’analgesia in patologie che implicano spasticità associata a dolore (sclerosi multipla, lesioni del midollo spinale) resistente alle terapie convenzionali; l’analgesia nel dolore cronico (con particolare riferimento al dolore neurogeno) in cui il trattamento con antinfiammatori non steroidei o con farmaci cortisonici o oppioidi si sia rivelato inefficace; l’effetto anticinetosico ed antiemetico nella nausea e vomito, causati da chemioterapia, radioterapia, terapie per Hiv, che non può essere ottenuto con

trattamenti tradizionali; l’effetto stimolante dell’appetito nella cachessia, anoressia, perdita dell’appetito in pazienti oncologici o affetti da Aids e nell’anoressia nervosa, che non può essere ottenuto con trattamenti standard; l’effetto ipotensivo nel glaucoma resistente alle terapie convenzionali; la riduzione dei movimenti involontari del corpo e facciali nella sindrome di Gilles de la Tourette che non può essere ottenuta con trattamenti standard”.

Fonte: torino.repubblica.it

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