Home Epidemiologia Diagnosi tardive dell’infezione HIV: un problema europeo

Diagnosi tardive dell’infezione HIV: un problema europeo

di Silvia Bandini

Molte infezioni da HIV con diagnosi tardive vengono scoperte testando le persone ricoverate con altre patologie

Traduzione e adattamento a cura di Poloinformativo.

Un progetto europeo che offre il test HIV ai pazienti ricoverati in ospedale con febbre, ingrossamento dei linfonodi, basso numero di globuli bianchi e di piastrine o polmonite ha rilevato che oltre il 3% dei pazienti esaminati e risultati HIV+ non era stato mai testato in precedenza.
Ciò supera notevolmente il livello del 0,1% di prevalenza di HIV per cui gli interventi di testing di routine sono considerati cost-effective.

I risultati, presentati alla conferenza della British HIV Association (BHIVA), dimostrano l’importanza di ottenere da parte di tutti i medici specialisti una maggior considerazione verso il test HIV nei pazienti con sintomi e malattie che potrebbero essere indicativi di infezione da HIV. Tuttavia questo rimane difficile.

A partire dal 2007, gli specialisti clinici sull’HIV in Europa hanno cercato di incoraggiare gli altri medici ad offrire il test HIV ai pazienti con particolari condizioni ‘indicatore’ :ad esempio la presenza di epatiti virali o altre infezioni trasmesse in modo simile all’ HIV. Una guida in tal senso è stata pubblicata nel 2012.

La nuova ricerca basata su studi precedenti, aveva l’obiettivo di chiarire quali condizioni mediche sono associate con tassi superiori alla media di HIV.

In 42 cliniche di 20 paesi europei, ai medici è stato chiesto di offrire regolarmente un test HIV a tutti i pazienti (di età compresa tra 18 e 65) che presentavano almeno una delle 14 condizioni indicatore.

In totale, 9.741 persone sono state sottoposte al test HIV, la maggior parte di loro per la prima volta nella loro vita.

In questi test, la prevalenza di HIV non diagnosticata è stata molto elevata al 2,5%. Sette su dieci di quelli risultati positivi al test sono stati diagnosticati in ritardo (la conta di CD4 al di sotto di 350 cellule / mm3) e la metà sono stati diagnosticati molto tardi (al di sotto di 200 cellule / mm3).

Il test di routine è pensato per essere cost-effective in qualsiasi popolazione in cui la prevalenza di HIV è allo 0,1% o superiore. In questo studio, la prevalenza generale nelle persone con una delle condizioni indicatore è venticinque volte maggiore. Inoltre era superiore allo 0,1% in 11 su 14 indicatori.

Le grandi variazioni nel numero di persone testate sia tra le condizioni mediche che tra le diverse regioni europee suggeriscono che l’attuazione della “offerta di routine” potrebbe essere stata frammentaria, anche se i ricercatori non hanno presentano i dati in merito.

Precedenti ricerche hanno messo in evidenza molteplici difficoltà nella realizzazione di test HIV da parte di specialisti di altre patologie. Mentre i pazienti generalmente accettano di fare il test, i medici possono avere altre priorità o si sentono mal equipaggiati per affrontare il tema del virus HIV.

In un progetto correlato (presentato nel 2013), lo stesso gruppo di ricercatori ha raccolto dati di audit da tutta Europa per valutare nella pratica clinica il ricorso al test HIV in relazione alle sei condizioni indicatori in cui il legame con l’HIV è ampiamente accettato: tubercolosi, linfoma non-Hodgkin, cancro anale, cancro cervicale, epatite virale e candidosi orale.

Nel complesso, il 72% dei pazienti che hanno avuto una di queste condizioni ha effettivamente ricevuto un test HIV, ma con variazioni relative allo stato di salute: ad esempio il 31% delle persone con un cancro è stato sottoposto al test contro il 97% di quelli con epatite.

Altre difficoltà dipendono anche dal fatto che spesso l’HIV non viene menzionato nelle linee guida sulle condizioni di salute generali della popolazione e alcuni medici si trovano a disagio a trattare l’argomento .

References

Rayment M et al. The effectiveness of indicator condition based HIV testing across Europe: results from HIDES-2, a prospective multi-centre study. BHIVA conference, Brighton, UK, abstract O1, 2015. (Presentation slides available here.)

Stockdale AJ et al. Do UK specialty guidelines recommend testing for HIV indicator diseases? BHIVA conference, Brighton, UK, abstract P114, 2015.

Douthwaite S et al. London initiative for glandular fever HIV testing for diagnosis of primary HIV infection: Initial results. BHIVA conference, Brighton, UK, abstract P109, 2015.

Fonte: Aidsmap

Traduzione e adattamento a cura di Poloinformativo. In caso di utilizzo si prega di citare anche la fonte della traduzione.

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