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Diffonde i nomi dei sieropositivi. Bufera su una clinica inglese

di Luca Negri
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Diffonde i nomi dei sieropositivi. Bufera su una clinica ingleseUna clinica britannica specializzata nella cura delle malattie sessuali ha divulgato per un errore i nomi di quasi 800 pazienti sieropositivi all’Hiv. La struttura si è immediatamente scusata per quella che appare una delle più eclatanti violazione della privacy dei malati mai avvenuta fino ad ora.

Una clinica britannica specializzata nella cura delle malattie sessuali ha divulgato per un errore i nomi di quasi 800 pazienti sieropositivi all’Hiv. La struttura si e’ immediatamente scusata per quella che appare una delle piu’ eclatanti violazione della privacy dei malati mai avvenuta fino ad ora. Lo ‘scandalo’ ha pero’ suscitato l’ira dei pazienti e l’autorita’ per la protezione dei dati personali ha annunciato l’apertura di un’inchiesta. La clinica in questione – come riferisce il Guardian – e’ la ’56 Dean Street’, a Londra, gestita dalla Chelsea and Westminster Foundation Trust; la struttura e’ specializzata nei test sull’Hiv e fornisce un apposito servizio per la ricezione via email dei risultati. Proprio nell’invio di una newsletter agli ‘abbonati’ a questo servizio e’ stato commesso l’errore: anziche’ nascondere i dati dei destinatari, i loro nomi e indirizzi sono apparsi in chiaro nella email. I pazienti hanno immediatamente dato l’allarme, non nascondendo la preoccupazione per le possibili conseguenze. Anche perche’ nell’elenco ci sono persone che non hanno mai rivelato la loro sieropositivita’, sottolinea il quotidiano britannico.

Ora “non c’e’ modo di controllare chi vedra’ queste informazioni. E se finisce nelle mani sbagliate, la lista potrebbe essere davvero dinamite”, e’ stato l’amaro commento di uno dei soggetti interessati. La clinica e’ corsa ai ripari, allestendo un numero di assistenza e diffondendo un comunicato in cui il direttore del Trust, Alan McOwan, si scusa personalmente. “Abbiamo cancellato l’email subito dopo aver realizzato cosa era successo. Chiaramente e’ un fatto inaccettabile e stiamo investigando con urgenza per capire come sia potuto succedere. Assicuro che verranno prese tutte le misure necessarie per far si’ che una cosa del genere non ricapiti mai piu'”, ha affermato McOwan. Un portavoce della clinica ha poi spiegato che la violazione della privacy e’ avvenuta a causa di “un errore umano” e che l’impiegato responsabile e’ assolutamente mortificato.
L’Ufficio del garante della privacy ha reso noto di essere a conoscenza dell’incidente e di aver avviato un’indagine. Per la violazione dei dati personali in Gran Bretagna possono essere comminate multe fino a 500mila sterline (oltre 750mila euro).

La Nucleolina, proteina multifunzionale presente nelle cellule umane e normalmente coinvolta nei processi di trascrizione, trasporto e replicazione degli acidi nucleici, riconosce in modo specifico una porzione regolatoria del genoma del virus dell’AIDS (HIV), quando questo e’ integrato nel cromosoma cellulare. A realizzare la scoperta, pubblicata sulla rivista ‘Nucleic Acids Research’, il gruppo di ricercatori della professoressa Sara Richter, del dipartimento di Medicina molecolare dell’Universita’ di Padova, diretto da Giorgio Palu’. “Abbiamo dimostrato – spiega Richter – come la nucleolina, interagendo con una specifica sequenza genica di HIV, sia in grado di inibire efficacemente la riattivazione del virus dallo stato di latenza bloccando l’avvio dellinfezione e la produzione di proteine virali”.La fondamentale importanza dell’identificazione di questo nuovo meccanismo in cui sono coinvolti sia fattori virali che cellulari da parte dei ricercatori padovani indica una possibile via con cui il virus riesce a entrare nello stato di latenza e pone le basi per lo sviluppo di nuovi farmaci antivirali con meccanismo dazione inedito. Il progetto e’ stato finanziato da Bill & Melinda Gates Foundation e European Research Council. Con 140 mila casi di persone affette da HIV l’Italia e’ il Paese con la percentuale piu’ alta in Europa occidentale, e si registrano oltre 1000 decessi allanno per AIDS. “La condizione di integrazione del genoma di HIV nel DNA umano – sottolinea Palu’ – e’ la condizione responsabile della latenza virale, della persistenza cioe’ del virus nei vari distretti di tessuti ed organi degli individui infetti per tutta la vita. Il fenomeno e’ responsabile della non eradicazione dellinfezione con gli attuali farmaci antivirali e della ricomparsa del virus appena si interrompe la terapia”.

Fonte: affaritaliani.it

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