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Discriminazione Usa per i turisti sieropositivi, e l’Europa tace

di Luca Negri
Dal 4 gennaio le persone con HIV possono entrare negli U.S.A.

Le persone con HIV non possono entrare negli Stati Uniti neanche per turismo . Infatti, prima di atterrarvi, viene distribuita una scheda ove la persona deve dichiarare se è affetta da malattie contagiose (communicable deseases).

Discriminazione Usa per i turisti sieropositivi, e l'Europa taceNel caso affermativo, una volta davanti all’ufficiale d’immigrazione, sarà rinviata immediatamente al proprio paese e il passaporto sarà contrassegnato con un timbro “HIV+”, il suo stato sierologico verrà inserito nel database delle frontiere e non potrà più entrare negli USA. Se la persona dichiara di non avere malattie contagiose e le autorità controllano il bagaglio trovandovi i farmaci per qualsiasi malattia infettiva, possono ugualmente rifiutarne l’ingresso, con l’aggravante di aver dichiarato il falso al governo degli Stati Uniti.

Nel 1982, Reagan emise un decreto che contemplava tali misure.
Nel 1990, il decreto fu annullato da Clinton ma  i repubblicani, in maggioranza al senato, lo hanno trasformato in legge federale. Tale disposizione è tuttora vigente e conferma le contraddizioni e le discriminazioni esistenti in quello che insiste a  definirsi il paese della libertà, esempio di democrazia in tutto il mondo. Viceversa, nessuno dei paesi europei prevede una misura analoga nei confronti dei cittadini nordamericani: uno dei pochi casi in cui il concetto politico di reciprocità non è applicato. In Europa risulta impensabile che lo stato sierologico sia riferito in un documento, tanto meno nel passaporto. Il termine “communicable deseases” lascia all’ufficiale dell’immigrazione la discrezione di rifiutare l’ingresso di uno straniero affetto da qualsiasi malattia contagiosa.

L’associazione Nadir Onlus afferma in una nota: “Se da una parte l’atteggiamento americano è vergognoso, altrettanto lo è quello dei governi dell’Unione Europea che non si sono mai opposti all’applicazione di tale misura e non hanno mai richiesto la sua abrogazione. Nel 2010 la Conferenza Internazionale dell’Aids dovrebbe aver luogo negli USA.
Le persone con HIV e gli attivisti stranieri che vorranno o dovranno parteciparvi (per non parlare di tante altre conferenze e riunioni che avvengono regolarmente in tale paese), dovranno rinunciarvi o dichiarare il falso. Gli attivisti americani e le lobby delle industrie farmaceutiche americane stanno aspettando le elezioni politiche del 2008 per proporre al nuovo congresso l’abrogazione di tale legge.
Richiamiamo anche l’attenzione degli opinion leader e delle industrie farmaceutiche europee affinchè inizino una campagna di sensibilizzazione dei nostri politici di fronte a questa misura discriminatoria nei confronti dei cittadini non USA”.

Comunicato stampa Nadir Onlus

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