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“La cannabis che cura”newsletter settembre 2018 – una rubrica da Fuoriluogo.it

di Luca Negri
Dolore, depressione, ansia: La Cannabis che cura - settembre 2018 - una

“La cannabis che cura” settembre 2018 – una rubrica da Fuoriluogo.it

La rubrica mensile sugli usi terapeutici della cannabis a cura di Francesco Crestani (ACT). In questo numero: Dolore, depressione, ansia, Dolore neuropatico, Fibromialgia, Ortopedia, Mal di schiena, Epilessia, Fibrosi epatica.

Supplemento mensile alla newsletter di Fuoriluogo.it – Droghe e Diritti
A cura di Francesco Crestani, Associazione Cannabis Terapeutica

Sono state studiate le risposte di 2830 persone utilizzatrici di una app che quantifica l’efficacia auto-misurata della cannabis medica. I malati cioè davano un voto da zero a dieci sul sintomo da trattare, poi assumevano la cannabis e dopo novanta minuti registravano una nuova misura. Molte le condizioni trattate, ma le più frequenti erano dolore, ansietà e depressione. Vi era riduzione significativa di tutti i sintomi, con una media tra 2,8 e 4,6 punti di riduzione.

“Questo è il più grande studio osservazionale che misuri i cambiamenti immediati con uso di cannabis del grado di severità dei sintomi riferiti dai pazienti e degli effetti collaterali in tempo reale in condizioni naturalistiche”

, scrivono gli autori. Riduzioni statisticamente e clinicamente significative si sono avute in ogni categoria di sintomi, e ciò suggerisce che la cannabis può essere un efficace sostituto di varie classi di farmaci potenzialmente pericolosi, dagli effetti collaterali sgradevoli e con interazioni rischiose, compresi oppioidi, benzodiazepine e antidepressivi. I più frequenti “effetti collaterali” della cannabis sono stati positivi (rilassamento, tranquillità, confortevolezza) e meno frequenti quelli negativi (paranoia, confusione e cefalea).
https://www.frontiersin.org/articles/10.3389/fphar.2018.00916/full

Dolore, sondaggio su medici di Terapia Antalgica

E’ stato svolto un sondaggio sui medici israeliani specialisti in terapia del dolore riguardo alla loro esperienza con la cannabis. A differenza dell’Italia, ove ogni medico può prescriverla, in Israele solo alcuni specialisti hanno tale possibilità. Tra questi appunto i 79 medici di terapia antalgica. Hanno risposto 50 medici. Quasi tutti prescrivono cannabis, e il 63% ha riferito che era moderatamente o molto efficace.

Le indicazioni più frequenti erano il dolore neuropatico (65%), il dolore oncologico (50%), il dolore articolare (25%) e ogni dolore intrattabile (29%). Solo il 12% riteneva la cannabis più pericolosa degli oppiacei. Il 45% avrebbe preferito la cannabis agli oppiacei per sé e i propri familiari, e la stessa percentuale era in favore della legalizzazione. Gli autori della ricerca concludono che i terapeuti del dolore che hanno esperienza con la cannabis la ritengono efficace e relativamente sicura, e le loro risposte suggeriscono un possibile cambio di paradigma: non usare più la cannabis come ultima risorsa.
https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pmc/articles/PMC6074811/

Dolore, efficacia di compresse alla cannabis

Le compresse Trokie sono una formulazione particolare di cannabis presente sul mercato americano, in grado di liberare la sostanza attiva attraverso le mucose della bocca. Somministrate a 49 pazienti affetti da dolore cronico, si sono dimostrate in grado di dare riduzione del sintomo. Ai malati era stato chiesto quanto fosse il loro dolore su una scala da zero a dieci, prima dello studio, a una settimana di terapia e a dodici settimane.

La riduzione media del dolore era di 4,9 punti. L’effetto sul dolore iniziava tra cinque e quaranta minuti dopo la somministrazione della compressa, compatibilmente, a quanto pare, con i tempi di assorbimento attraverso la mucosa. Gli effetti collaterali, riportati da sedici pazienti, erano soprattutto vertigini, irritazione della bocca e bocca secca, ma il 90% dei soggetti riferiva di essere molto soddisfatto o soddisfatto della terapia.
https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pmc/articles/PMC6102350/

Dolore neuropatico

A quindici pazienti con dolore radicolare cronico neuropatico è stato somministrato THC in maniera randomizzata, controllata, contro placebo. I malati sono stati inoltre studiati dal punto di vista delle connessioni cerebrali. Il cannabinoide ha ridotto in maniera significativa il dolore, e l’effetto era accompagnato da particolari alterazioni cerebrali. Si è visto cioè che erano implicate due aeree di modulazione cognitiva-emozionale e le loro connessioni con le aree sensoriali.
https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/30185448

Fibrosi epatica

Una metanalisi di nove studi su un totale di quasi sei milioni di pazienti ha concluso che l’uso di cannabis non aumenta la prevalenza e la progressione della fibrosi epatica (cioè la sostituzione delle cellule del fegato con tessuto cicatriziale) nei malati di epatite C e nei pazienti con infezione concomitante da virus C e HIV. Al contrario, si è notata una riduzione della prevalenza della fibrosi nella steatosi epatica non alcolica.
 https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/30234644

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