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Donazione del sangue: omosessuali ancora discriminati in Europa

di Silvia Bandini
Donazione del sangue: omosessuali discriminati in Europa

L’omosessualità è ancora considerata una delle “condizioni” che causano l’esclusione dalla donazione del sangue in molte nazioni. Quando parliamo di Europa ci aspetteremmo un diverso tipo di approccio nei confronti delle libertà e diritti dell’individuo, ed invece facendo una rapida ricerca sul web possiamo notare che solo 5 stati sono a favore e lo consentono.

In Francia, nazione da tempo schierata contro la donazione del sangue degli omosessuali, alcuni studi hanno sottolineato che il rischio di contrarre l’HIV per un omosessuale è di circa 20 volte rispetto ad un eterosessuale. Questo basta, secondo il ministero della salute francese, per escludere i gay dalle donazioni.

In Italia nel 2001, in linea con i diritti fondamentali dell’uomo, il ministero della salute ha semplicemente modificato la struttura del questionario ponendo la seguente domanda:  «Negli ultimi dodici mesi ha avuto rapporti sessuali a rischio?». Una domanda che non solo non fa riferimento all’orientamento sessuale, ma che scientificamente pone il focus su quello che ci interessa maggiormente da un donatore, il rapporto a rischio. Se non conosce i comportamenti sessuali dei propri partner, il donatore verrà rinviato per quattro mesi. Questo vale sia per gli eterosessuali sia per gli omosessuali. Quattordici anni fa le statistiche non riscontrarono alcun aumento di infezione da HIV per cui gli omosessuali furono equiparati agli altri donatori.

Anche in Germania, la donazione del sangue da parte degli omosessuali è proibita da molto tempo. Come in Francia, le statistiche sostengono l’esclusione degli MSM. L’ordine dei medici (BÄK) definisce le linee guida per la donazione di sangue in accordo con la legge sulla trasfusione. Le direttive della BÄK escludono numerosi gruppi di persone con delle motivazioni più o meno comprensibili: persone con gravi malattie; persone che tra il 1980 e il 1996 hanno trascorso più di sei mesi nel Regno Unito e anche quelle persone il cui comportamento sessuale sottintende un alto rischio di trasmissione di malattie. Inclusi, perciò, quegli uomini che fanno sesso con altri uomini e le prostitute.

I dati della ricerca italiana sulla donazione del sangue sono chiari, non è l’orientamento sessuale ad aumentare il rischio di infezioni HIV, bensì la presenza di rapporti a rischio nello storico di un donatore.

Fonte: thenursingpost.com

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