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Donazione di organi tra persone che vivono con hiv presto possibili anche in Italia

di Luca Negri
Donazione di organi tra persone che vivono con hiv presto possibili anche in Italia

Donazione di organi tra persone che vivono con hiv presto possibili anche in Italia

Sarà presto pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale il protocollo che permette la donazione di organi da pazienti Hiv positivi ad altri pazienti con HIV.
Questo ha dichiarato Alessandro Nanni Costa direttore del Centro Nazionale Trapianti
a margine degli Stati Generali della Rete Trapiantologica Italiana, inaugurati oggi a Roma .

La novità, ha aggiunto, ha una grande «importanza sociale perché toglie un fattore di discriminazione alle persone HIV positive, ovviamente senza modificare la sicurezza con cui viene effettuato un trapianto».

Donazione di organi tra persone che vivono con hiv presto possibili anche in ItaliaFinora i pazienti positivi all’agente patogeno responsabile dell’Aids – più esposti rispetto alla popolazione sana al rischio di infezione da epatite B e C e dunque di morte a causa della cirrosi epatica – potevano ricevere gli organi soltanto da donatori sani. D’ora in avanti, invece, fegato, reni, cuore, polmoni e cornee potranno arrivare anche da persone decedute che nel corso della loro vita erano venute a contatto con l’Hiv.

Il ministro Lorenzin agli Stati Generali della Rete Trapiantologica Italiana

«In Italia siamo sempre numeri uno o numeri due al mondo in base alla tipologia di trapianto o di donazione. Siamo una best practice. Lo dico con cognizione di causa».

Lo ha affermato il ministro della Salute, Beatrice Lorenzin, a margine degli Stati Generali della Rete Trapiantologica Italiana, sottolineando che «in ogni memorandum che ho firmato con gli altri Paesi mi è stato chiesto il supporto del Centro nazionale trapianti per realizzare all’estero le reti trapiantologiche o per migliorarle e implementarle». «In questi anni — ha aggiunto — anche grazie agli accordi che abbiamo fatto con Anci e alle campagne si sensibilizzazione con i comuni, i donatori sono aumentati in modo esponenziale, quasi 2 milioni.

Una scelta firmata da Barack Obama

Il muro del divieto è caduto grazie alla strenua volontà del capo dello Stato Barack Obama, che nel 2013 approvò un atto (l’«Organ Policy Equity Act») mirato a ridurre gli ostacoli in tema di donazione degli organi. L’impedimento (al prelievo e al trapianto) ai sieropositivi era stato introdotto nel 1988, dopo che l’Aids aveva iniziato a mietere le prime vittime.

Quanto al trapianto, i sieropositivi sono stati inizialmente esclusi dalla possibilità di ricevere un nuovo organo, in ragione della loro (ridotta) prospettiva di vita. Il progresso nelle cure, che oggi ha reso l’Aids una malattia cronica con cui si può convivere, ha invece contribuito alla svolta: con più organi a disposizione, è giusto considerare come potenziali donatori anche i sieropositivi. L’opportunità, secondo gli esperti, sarà loro d’aiuto a superare lo stigma della malattia.

Fonte: ansa

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