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Dopo il coming out di Charlie Sheen: Aids e Hiv 10 punti per fare chiarezza

di Luca Negri

Dopo il coming out di Charlie Sheen: Aids e Hiv 10 punti per fare chiarezzaDopo il coming out di Charlie Sheen: Aids e Hiv 10 punti per fare chiarezza

La sieropositività dell’attore Charlie Sheen ha riacceso i riflettori su Hiv e Aids. “In Italia registriamo 4 mila nuovi casi ogni anno, ma manca la prevenzione” dice il presidente della Lila. Intanto cerchiamo di fare luce su alcuni punti

E così la conferma definitiva è arrivata. L’attore – spesso comico – Charlie Sheen, che ultimamente in Italia rivediamo nelle repliche della serie tv “Due uomini e mezzo”, è sieropositivo. Dal 2011. Lo ha dichiarato pubblicamente al Today Show, dopo che la notizia aveva già fatto il giro del mondo rimbalzando sui siti di gossip: “Sono tre lettere difficili da metabolizzare. È un punto di svolta nella vita di un uomo” ha detto davanti al giornalista Matt Lauer.

L’intervista rilasciata dalla star hollywoodiana riaccende i fari sui problemi legati all’Hiv e alla sua trasmissione con qualche settimana di anticipo rispetto alla Giornata Mondiale contro l’Aids del 1° dicembre.“In Italia ogni anno registriamo circa 4 mila nuovi casi di infezione – spiega Massimo Oldrini, presidente della Lila, la lega italiana per la lotta contro l’Aids -, ed è un dato che rimane costante da una decina d’anni. Questo perché si sottovaluta spesso l’importanza della prevenzione e dell’informazione”.

Cerchiamo allora di ripassare insieme alcuni punti ancora non del tutto chiari (o non del tutto noti) riguardo questa malattia, per affrontare il tema con meno paura e più consapevolezza.

1 L’Hiv è il virus, l’Aids è la malattia

Può sembrare una semplice questione lessicale, ma è bene fare chiarezza. La sindrome da immunodeficienza acquisita, nota come Aids, agisce sul sistema immunitario, rendendolo incapace di difendere l’organismo dalle infezioni. L’Hiv è il virus che provoca questa sindrome.

2 Come si trasmette

Il virus dell’Hiv è presente nel sangue, nello sperma, nel liquido amniotico, nel latte materno e nelle secrezioni vaginali. Si trasmette se tali liquidi entrano a contatto con il sangue dell’altra persona, in modo diretto o attraverso una lesione. Ciò significa che lo scambio di aghi per le siringhe o un rapporto sessuale non protetto  (sia eterosessuale sia omosessuale) possono veicolare il virus. Al contrario, non c’è possibilità di contrarlo per via aerea, mangiando lo stesso cibo o con contatti di altro tipo.

3 Non esiste una cura, non esiste un vaccino

I progetti di ricerca concentrati su questa patologia sono numerosi. Al momento, però, non è ancora stato trovato un vaccino per rendere immune l’organismo, né una cura capace di eliminare il virus una volta contratto.

4 Come si diagnostica

Il test è un normalissimo prelievo di sangue, che va a verificare l’eventuale presenza dell’infezione. Si articola su due livelli: il primo va sotto il nome di Elisa; in caso di risultato positivo all’infezione (o se il responso è dubbio), si procede con il secondo, detto Westerm Blot, per la conferma definitiva. È possibile sottoporsi gratuitamente al test presso le Unità Operative Aids delle Asl e nei reparti ospedalieri di Malattie Infettive.

5 Quali sono i sintomi

NdR- NON sempre sono presenti sintomi- in molti casi l’infezione è asintomatica. Tutti colori che hanno rapporti non protetti dovrebbero sottoporsi al test a prescindere dai sintomi
Si manifestano solitamente dopo le prime tre, quattro settimane dall’esposizione. Sono simili a quelli influenzali e comprendono febbre, spossatezza, sudorazione notturna, linfonodi gonfi, mal di gola ed eruzioni cutanee. Chi avverte questi sintomi dopo un rapporto sessuale non protetto dovrebbe ricorrere al test (e ovviamente evitare di avere ulteriori rapporti fino all’esito).

6 Come ci si cura

NdR- NON è una cura è una terapia che si deve assumere per tutta la vita
I trattamenti per l’Hiv sono terapie combinate, che possono prevedere l’utilizzo contemporaneo di tre o più farmaci antiretrovirali per ridurre la quantità di virus circolante del sangue. Il trattamento deve essere obbligatoriamente concordato con un medico.

7 Le aspettative di vita

Le persone che contraggono l’Hiv (dette dunque sieropositive- persone con HIV- NdR) non sono malate di Aids, anche se sono destinate a diventarlo se non si ricorre a una terapia adeguata. Attualmente chi segue un corretto trattamento medico può condurre un’esistenza normale, con un’aspettativa di vita simile – in assenza di complicazione – a quella delle persone sieronegative.

8 Si può prevenire?

NdR- Usando in modo corretto il preservativo nei rapporti sessuali sia eterosessuali che omosessuali.
Al momento è in fase di test (soprattutto negli Stati Uniti) la cosiddetta PrEP, acronimo di Pre-Exposure Prophylaxis: una terapia che prevede l’assunzione regolare di uno specifico farmaco, e che permette a una persona sieronegativa di avere rapporti non protetti con una persona sieropositiva senza contrarre l’Hiv. Gli ultimi dati parlano di un’efficacia nel 99% dei casi con una compressa di farmaco al giorno.

9 Diventare genitori con l’Hiv

NdR- E’ possibile per le persone con HIV avere figli sani seguendo le indicazioni date nei centri di Malattie Infettive
Il virus può essere trasmesso al bambino sono nel caso in cui sia la madre ad essere sieropositiva (e ci sono cure idonee per ridurre il rischio di trasmissione). Se è invece il padre ad essere sieropositivo, è importante che nell’atto del concepimento il virus non contagi la compagna.

10 Malattia e solidarietà

NdR- C’è una legge che tutela le persone con HIV dalla discriminazione- Discriminare è un reato
Chi ha contratto l’Hiv e chi è ammalato di Aids non può e non deve essere emarginato dalla società. Non c’è alcun motivo di temere un normale contatto umano con chi soffre di questa malattia, come ricorda il presidente della Lila Massimo Oldrini: “Chi è sieropositivo va spesso incontro a una lunga serie di discriminazioni del tutto ingiustificate. Sul luogo di lavoro, in ambito sanitario, nell’accesso al credito, talvolta persino nell’ambiente familiare. Avere l’Hiv è ancora uno stigma molto forte, specialmente in Italia”. E così spesso il silenzio e la paura uccidono tanto quanto la patologia stessa.

Fonte: gqitalia.it

NdR-11 I Media
La vicenda di Charlie Sheen, con tanto di “caccia alla celebrità untrice” ha mostrato ancora una volta come i media siano responsabili di informazioni volte solo a creare sensazionalismo, shock e a diffondere stigma e discriminazione. Questo stesso articolo partito bene fino al punto 4, divulga poi informazioni sbagliate e pericolose come quella del punto 5.

NON è in base ai sintomi che ci si deve sottoporre al Test.
Il primo dicembre non deve solo essere la Giornata Mondiale della lotta al virus HIV, ma anche quella della lotta all’ignoranza che circola ancora intorno a questo virus-
Poloinformativohiv

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