Home Persone Hiv+ Doppia vaccinazione anti-pneumococco migliora la risposta

Doppia vaccinazione anti-pneumococco migliora la risposta

di Luca Negri
Vaccinazione

Uno studio appena presentato a San Francisco da un gruppo di ricercatori irlandesi in occasione della IDWeek mostra che un gruppo di pazienti sieropositivi ai quali è stato somministrato come primer un vaccino anti-pneumococcico seguito da una dose di richiamo hanno mostrato una risposta immunitaria superiore rispetto a quelli a cui è stato somministrato solo il richiamo.

Rispetto ai pazienti a cui è stata praticata una sola iniezione del vaccino pneumococcico polisaccaridico 23-valente (PPV23), coloro ai quali è stato inoculato come primer un vaccino coniugato 13 -valente (PCV13) seguito dal richiamo con PPV23 hanno mostrato un incremento significativamente maggiore della media geometrica dei titoli anticorpali [GMT] IgG alla settimana 8 (8,69 contro 4,49; P < 0,001) e una tendenza verso un maggior aumento dei titolo anticorpali alla settimana 28 (4,39 contro 2,47; P = 0,05).

Inoltre, nel gruppo immunizzato con il primer e il richiamo si è osservata una percentuale significativamente superiore di responder al vaccino alla settimana 28 rispetto al gruppo trattato solo con il richiamo (85% vs contro 52%; P = 0,01).

Nel giugno 2012, l’Advisory Committee on Immunization Practices dell’Fda aveva diffuso la raccomandazione  di trattare con entrambi i vaccini i soggetti adulti immunocompromessi al fine di ampliare la protezione contro la polmonite e la malattia pneumococcica invasiva. E, pochi mesi dopo, i CDC di Atlanta, in un loro report, avevano avallato tale raccomandazione.

Streptococcus pneumoniae “rimane una delle cause più importanti di morbilità e mortalità in tutto il mondo e colpisce gli adulti infettati dall’HIV in modo sproporzionato” ha spiegato la prima firmataria dello studio, Corinna Sadlier, del St James’s Hospital di Dublin, aggiungendo che il 30% dei pazienti sieropositivi è colpito da una malattia invasiva.

La Sadlier e i suoi colleghi hanno quindi provato a vedere se una strategia vaccinale basata sulla somministrazione di PCV13 come primer seguito da PPV 23 come richiamo sia in grado di rafforzare la risposta immunitaria rispetto al solo vaccino PPV23 in una popolazione di 55 pazienti adulti con infezione da HIV.

Con questa strategia il paziente ha inizialmente una risposta immunitaria T-dipendente innescata dalla prima vaccinazione, seguita da una risposta anticorpale secondaria indotta dal richiamo, che ha la funzione di migliorare e prolungare la protezione nei soggetti vaccinati.

I partecipanti avevano un’età compresa tra 18 e 50 anni , non erano mai stati sottoposti in precedenza a vaccinazioni anti-pneumococciche e avevano una conta dei CD4 maggiore di 200 cellule/mm3. Il trattamento è consistito nella somministrazione di PCV13 al basale seguita da un richiamo con PPV23 dopo 4 settimane o nella sola somministrazione di PPV23 dopo 4 settimane.

I pazienti del primo gruppo sono stati sottoposti a un prelievo di sangue alla settimana 0 e quelli di entrambi i gruppi a prelievi dopo 4 settimane, 8 settimane (4 settimane dopo il richiamo) 28 settimane.

La risposta al vaccino 4 settimane dopo la dose di richiamo è risultata simile nei due bracci dello studio (88% contro 86%), me è risultata significativamente superiore nel braccio trattato con il primer e il richiamo dopo 28 settimane.

La Sadlier ha fatto notare che c’è stata una scarsa correlazione tra le misure funzionali e quelle quantitative e che c’erano “diverse alterazioni immunitarie associate all’infezione da HIV”.

“I risultati dello studio indicano che in una coorte di pazienti sieropositivi, l’immunogenicità e la durata della risposta al vaccino contro lo pneumococco sono state migliorate dalla strategia di combinare un primer e un richiamo” concludono l’autrice e i colleghi.

I ricercatori affermano anche che il loro risultati vanno ad aggiungersi alle evidenze che hanno spinto l’Fda a formulare le sue ultime  raccomandazioni sulla vaccinazione anti-pneumococcica per i pazienti immunocompromessi, da un lato, e dall’altro rafforzano la richiesta che giunge da più parti di rivedere le attuali linee guida europee sulla  vaccinazione anti-pneumococcica nei pazienti infettati dall’HIV.

FONTE: pharmastar.it

 

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