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Efficacia vaccino HPV

di Luca Negri
Vaccino

Efficacia vaccino HPVA tre anni dalla vaccinazione di giovani donne tra i 16 e i 26 anni, è stato dimostrato che il vaccino contro il cancro del collo dell’utero, previene il 100% delle lesioni precancerose alla vulva (VIN 2/3) e il 100% di quelle alla vagina (VaIN 2/3) correlate ai tipi 16 e 18 di Papillomavirus Umano.

Questi nuovi risultati, che emergono dal più recente follow-up di un’analisi combinata di studi clinici di fase II e III che hanno coinvolto 18.150 donne sono stati presentai oggi a Parigi dove è in corso il 18? Congresso Icact.

Questi dati confermano e si aggiungono ai precedenti risultati presentati durante il congresso della Società Americana di Oncologia Clinica (Asco) che si è svolto ad Atlanta lo scorso giugno 2006.

La prevenzione delle lesioni precancerose alla vulva, correlate ai tipi di virus inclusi nel vaccino, rientrano già nelle indicazioni della licenza europea del vaccino; benchè sia indicato nella scheda tecnica, la prevenzione delle lesioni vaginali correlate ai tipi di virus inclusi nel vaccino non fa parte attualmente delle indicazioni contenute nella licenza. La condivisione di questi nuovi risultati con l’Agenzia Europea del Farmaco (EMEA) è in corso.

“I precursori del cancro alla vulva e alla vagina spesso non vengono riconosciuti. Il loro trattamento, per evitare una potenziale progressione in cancro, è gravoso. La prevenzione di queste lesioni tramite un vaccino diminuirà il rischio per le donne di sviluppare un cancro alla vulva o alla vagina e ridurrà interventi traumatizzanti. Quindi, con la vaccinazione contro il cancro del collo dell’utero con questo vaccino ci si attende anche una forte riduzione della morbilità, della mortalità e dei costi sanitari associati a queste malattie localizzate oltre il collo dell’utero” conclude il prof. Elmar Joura, dell’Università di Vienna, sperimentatore dello studio.

La vaccinazione può anche prevenire le malattie da Papillomavirus Umano che si manifestano al di là del collo dell’utero. Ricercatori tedeschi hanno recentemente concluso che l’implementazione diffusa della vaccinazione contro il Papillomavirus Umano non solo può fornire un grande contributo alla riduzione del rischio di cancro del collo dell’utero ma che può anche prevenire circa la metà dei carcinomi alla vulva nelle giovani donne (con un’età inferiore ai 56 anni) e circa due terzi delle lesioni intraepiteliali nel basso tratto genitale (Hampl et al. in Obstetrics & Gynecology, December 2006).

“Il cancro alla vulva e alla vagina – aggiunge Elmar Joura – sono meno comuni rispetto a quello del collo dell’utero e tendono ad essere considerati come tumori delle donne anziane. Tuttavia, recenti studi suggeriscono che questi tumori potrebbero essere in aumento, con un numero crescente di queste forme tra donne più giovani. Riscontrare 15 casi di lesioni precancerose alla vulva e alla vagina in donne facenti parte del gruppo placebo e con un’età tra i 16 e i 26 anni, in studi condotti a tre anni di distanza dalla vaccinazione con questo vacicno, conferma questa ipotesi”.

Questo è l’unico vaccino autorizzato per la prevenzione del cancro del collo dell’utero e delle altre patologie da Papillomavirus Umano che si manifestano prima del cancro del collo dell’utero e che vanno al di là della cervice uterina.

Si calcola che tra le patologie provocate dal Papillomavirus Umano, i tipi 6, 11, 16 e 18 siano responsabili del 75% dei casi di cancro del collo dell’utero del 95% dei tumori alla vulva e alla vagina, del 70% delle lesioni cervicali pre-cancerose, del 50% di quelle potenzialmente pre-cancerose, dell’80% delle lesioni precancerose vulvari e vaginali e del 90% dei condilomi genitali in Europa.

Negli studi clinici, che hanno coinvolto più di 25.000 donne, il vaccino ha già dimostrato di poter prevenire al 100% il cancro del collo dell’utero, le lesioni cervicali pre-cancerose e potenzialmente pre-cancerose e le lesioni vulvari pre-cancerose e i condilomi genitali causati dai tipi di Papillomavirus Umano 6, 11, 16 e 18.

I primi dati di laboratorio suggeriscono che la vaccinazione possa essere in grado di prevenire anche le infezioni causate dai tipi di Papillomavirus Umano 31 e 45, non direttamente inclusi nel vaccino.

Questo vaccino è in corso di autorizzazione in 120 paesi e approvato in 50 (tutti con una procedura accelerata) compresi quelli dell’Unione Europea, gli Stati Uniti, il Canada e l’Australia.

A quattro mesi dall’ottenimento della licenza nell’Unione Europea, il vaccino è oggi disponibile in 15 paesi. Discussioni con procedure accelerate sono in corso in molti paesi europei per integrare la vaccinazione contro il Papillomavirus Umano all’interno dei programmi di rimborso e delle raccomandazioni di ciascun paese.

Dal 1 Gennaio 2007 la vaccinazione è raccomandata in Austria per tutte le ragazze e i ragazzi con un’età tra i 9 e i 15 anni e per le donne, preferibilmente prima dell’inizio dell’attività sessuale.
In Germania e in Francia queste decisioni saranno comunicate tra poco. Già da dicembre 2006, le tre più importanti assicurazioni sanitarie istituzionali tedesche, che insieme coprono più della metà della popolazione, hanno annunciato l’immediato e totale rimborso della vaccinazione contro il Papillomavirus Umano per le donne, prima che le Autorità Sanitarie pubblicassero le raccomandazioni. Altri rimborsi sono attesi a breve.
Le autorità sanitarie francesi hanno annunciato una decisione sul rimborso da parte del sistema di sicurezza sociale nazionale per il primo trimestre del 2007. A partire da ottobre 2006, le tre più importanti compagnie assicurative, inoltre, hanno annunciato l’immediato parziale rimborso di questa vaccinazione, molto prima che le raccomandazioni fossero pubblicate dalle Autorità sanitarie locali.
In Italia, il Ministro della Salute ha annunciato che avvierà un programma di vaccinazione di tutte le 12enni, attraverso una chiamata attiva, a partire dalla prossima primavera.
In Spagna, la regione della Navarra ha annunciato la vaccinazione delle ragazze (12-13 anni) non appena il vaccino sarà disponibile. L’opportunità di aggiungere un programma di catch-up alla vaccinazione per le ragazze con più di 12-13 anni e/o la vaccinazione dei ragazzi è in corso di valutazione.

In Svezia, la prima contea ha annunciato recentemente l’offerta di questo vaccino per ragazze e giovani donne prima della decisione da parte delle autorità sanitarie.
Alcune assicurazioni sanitarie del Belgio rimborseranno parzialmente la vaccinazione contro il Papillomavirus Umano, nonostante una decisione da parte delle autorità sanitarie non sia stata ancora pubblicata.
Quattro compagnie assicurative sanitarie danesi hanno reso noto, a dicembre dello scorso anno, che rimborseranno totalmente questa vaccinazione alle donne tra i 9 e i 26 anni e ai ragazzi tra i 9 e i 15 anni a partire da gennaio 2007.
Le autorità sanitarie del Regno Unito comunicheranno le loro decisioni relativamente alla raccomandazione nel corso dei primi mesi di quest’anno.

Secondo la licenza europea il vaccino quadrivalente (ricombinante, assorbito) contro il Papillomavirus Umano tipi 6, 11, 16 e 18, può essere somministrato ai bambini e agli adolescenti con un’età tra i 9 e i 15 anni e alle donne tra i 16 e i 26 anni, ed è indicato per la prevenzione del carcinoma cervicale (cancro del collo dell’utero), displasie cervicali di alto grado CIN2/3 (lesioni cervicali pre-cancerose), lesioni displastiche vulvari di alto grado VIN 2/3 (lesioni pre-cancerose della vulva) e condilomi genitali esterni (condyloma acuminata) provocati di 4 tipi di Papillomavirus Umano 6, 11, 16 e 18.

Nonostante lo screening per la diagnosi precoce, il cancro del collo dell’utero resta la seconda causa di morte per tumore (dopo il cancro al seno) nelle giovani donne tra i 15 e i 44 anni in Europa.

Sono circa 33.500 i nuovi casi diagnosticati ogni anno nelle donne e 15 mila i decessi (40 al giorno, circa una donna ogni due ore). Centinaia di migliaia di donne ricevono una diagnosi di una lesione pre-cancerosa al collo dell’utero, alla vulva o alla vagina. Inoltre i condilomi genitali rappresentano un problema in continua crescita.

Si calcola che i tipi 16 e 18 di Papillomavirus Umano siano la causa di 25 mila nuovi casi di cancro del collo dell’utero ogni anno in Europa e di 1.900 nuovi casi di cancro della vulva e della vagina. I tipi di virus 16 e 18, inoltre, si stima causino 112 mila nuovi casi di lesioni precancerose al collo dell’utero (CIN2/3) e 24 mila nuovi casi di lesioni precancerose alla vulva e alla vagina (VIN2/3 e VaIN2/3), ogni anno in Europa. Ci sono evidenze che le lesioni precancerose della vulva e della vagina (VIN2/3 e VaIN2/3) possano essere causate anche dai tipi di virus 6 e 11. Si calcola che i tipi di HPV 6, 11, 16 e 18 insieme siano responsabili, ogni anno in Europa, di 280 mila casi di lesioni potenzialmente precancerose al collo dell’utero (CIN 1) e di 225 mila nuovi casi di condilomi genitali.

Fonte: saluteuropanews

 

 

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