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Egitto. HIV, la piaga di cui non si parla

di Luca Negri
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Nel 2011, l’Aids ha provocato la morte di un migliaio di persone. Vittime silenziose di una malattia che la società egiziana rifiuta, con orrore.

Quello stesso anno oltre 5.000 bambini sono stati privati della loro famiglia, nell’indifferenza generale. Ecco il film che racconta questa storia ‘segreta’.

http://www.youtube.com/watch?v=N4XoK6ZZjsc#t=564

(peccato che una ‘violazione di copyright’ lo abbia censurato)

 

Secondo le statistiche dell’UNICEF, la popolazione fra i 15 e i 24 anni di età non conosce l’argomento, con il 4,8% delle donne e il 18.3% dei maschi che rivela di essere al corrente delle modalità di trasmissione del virus.

Non è allora un caso se nel 2011 al-Jazeera pubblicava un articolo dal dirompente titolo: “Breaking the silence on HIV in Egypt”.

Ed effettivamente qualcuno, dal 2011 in poi, si è mosso per rompere quel silenzio. Il film s’intitola “Asma”, dal nome della protagonista che anima questo film diretto da Amr Salama.

Tratto da una storia vera, la pellicola affronta il dramma di una donna sieropositiva che deve lottare contro l’ostilità della società che la circonda per rompere quel muro di silenzio e indifferenza che divide i malati di Aids dal resto del mondo.

Nel corso del film a quella di Asma’ si aggiungono tante altre storie di intere famiglie, distrutte dall’HIV e abbandonate a sé stesse, così come la protagonista viene rifiutata dai colleghi di lavoro che votano per il suo licenziamento dopo aver saputo della malattia.

Ma a seguito del suo debutto sul grande schermo (avvenuto nel 2011), qualcosa è iniziato a cambiare in Egitto ed oggi anche i maggiori quotidiani nazionali (ad esempio al-Misr al-Youm) iniziano a rompere il tabù.

In particolare, il dibattito che si è aperto riguarda le prestazioni mediche fornite ai pazienti affetti da Aids, in quanto moltissimi medici si rifiutano di visitarli o operarli.

Una condizione perfettamente resa da questo lungometraggio, durante il quale Asma’ è costretta a subire farmacisti che vendono sostanze illegali, medici che tentano di imbrogliarla o che investigano nel suo privato per conoscere come abbia contratto l’Aids, per poi metterne in discussione la  moralità.

Ma il film è anche una storia d’amore. Quella tra Asma’ e suo marito Mosaad, che la donna non abbandona mai nonostante le abbia trasmesso il virus. Di contro invece, quando sarà lei ad aver bisogno di aiuto saranno in pochi a sostenerla.

La ricerca di un medico che la operi, i soldi per coprire le spese, le continue umiliazioni accompagnano la protagonista durante tutto lo svolgimento della storia.

Un film che ha il merito di illuminare un’area buia della società egiziana. Un film che ha ricevuto moltissimi riconoscimenti, fra i quali una menzione speciale all’Oran Film Festival e il primo posto all’interno dell’Abu Dhabi International Film Festival.
In Europa l’anteprima è stata ospitata dal London International Film Festival.

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