Home Epatiti Epatite C , alti tassi di cura in pazienti HIV+ con due regimi senza interferone

Epatite C , alti tassi di cura in pazienti HIV+ con due regimi senza interferone

di Neptune
Pubblicato: Ultimo aggiornamento il

Epatite CÈ di ben 95% il tasso di cura dell’epatite C ottenuto con due regimi della durata di 12 settimane a base di due farmaci privi sia di interferone che ribavirina in pazienti con coinfezione HIV/HCV. Lo dicono due studi presentati questa settimana al CROI.

Epatite C e farmaci innovativi. Il primo è un regime a base di sofosbuvir più ledipasvir (nella coformulazione Harvoni), prodotto da Gilead; il secondo invece è costituito da sofosbuvir (Sovaldi) più daclatasvir (Daklinza), quest’ultimo prodotto da Bristol-Myers Squibb. Sia il ledipasvir che il daclatasvir sono due inibitori dell’NS5A.

Epatite C e coinfezione con HIV

In ambo gli studi, i tassi di risposta nei soggetti con coinfezione sono risultati non inferiori a quelli ottenuti in altri studi con pazienti affetti dal solo virus HCV. Sono dati che vanno ulteriormente a supportare le recenti linee guida sul trattamento dell’epatite C, in cui si raccomanda che nel trattamento di questa patologia epatica non si faccia differenza in base allo stato sierologico del paziente.

La combinazione sofosbuvir più ledipasvir (Harvoni) è stata sperimentata in uno studio in aperto non randomizzato condotto su 335 pazienti con coinfezione. I criteri di ammissione erano molto ampi, e tra i partecipanti c’era anche, rispetto a molti altri studi, una maggior quantità di gruppi notoriamente difficili da trattare (come pazienti che già in passato non avevano risposto al trattamento o pazienti cirrotici). Quasi tutti i partecipanti erano affetti da HCV di genotipo 1; oltre la metà avevano già avuto dei fallimenti terapeutici e i tre quarti di loro presentavano varianti genetiche sfavorevoli dell’IL28B. Tutti assumevano la terapia antiretrovirale e la maggior parte aveva carica virale non rilevabile.

I partecipanti hanno assunto una compressa monogiornaliera per 12 settimane, dopodiché sono stati seguiti al follow-up per verificare che ci fosse risposta virologica sostenuta per altre 12 settimane (SVR12), ossia che il virus dell’ epatite C restasse stabilmente irrilevabile. Il complessivo tasso di SVR12 ottenuto in questi pazienti è stato del 96%, un dato affine a quello registrato per pazienti con monoinfezione. Altri fattori come un trattamento pregresso oppure la presenza di cirrosi epatica o di varianti resistenti dell’NS5A non hanno mostrato di incidere significativamente sul tasso di cura.

Va rilevato tuttavia che i tassi di SVR12 sono stati leggermente inferiori nei partecipanti di etnia nera, un dato che non trova corrispondenza negli studi su pazienti monoinfetti. Una possibile spiegazione – da verificare – è che nei pazienti che assumono il ledipasvir insieme agli antiretrovirali la risposta farmacologica possa essere influenzata da fattori genetici.

Per lo studio su sofosbuvir (Sovaldi) più daclatasvir (Daklinza), sono invece stati arruolati 151 pazienti coinfetti naive al trattamento, che sono stati randomizzati per ricevere un ciclo di trattamento di 8 oppure 12 settimane; altri 52 partecipanti non naive hanno invece tutti assunto il trattamento per 12 settimane. Quasi tutti assumevano la terapia antiretrovirale e avevano carica virale HIV non rilevabile.

La maggior parte presentava HCV di genotipo 1a, ma sono stati inclusi anche pazienti con genotipi 2/6: uno dei vantaggi del daclatasvir, infatti, è proprio quello di essere efficace con svariati genotipi, mentre il ledipasvir agisce principalmente contro il genotipo 1.

Si sono registrati tassi di cura meno elevati nei partecipanti randomizzati per assumere la compressa monogiornaliera per 8 settimane (SVR12 del 76%), mentre il ciclo di trattamento di 12 settimane ha dato ottimi risultati, con una SVR12 del 96% nei pazienti naive e del 98% in quelli non naive. I dati sono risultati simili per tutti i genotipi.

Entrambi i regimi sperimentati hanno mostrato di essere generalmente sicuri e ben tollerati.

Resoconto completo su aidsmap.com

FONTE: aidsmap.com

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