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Epatite C e mortalità: si può curare tutto con la terapia?

di Neptune
Epatite C e mortalità: si può curare tutto con la terapia?

Epatite C e mortalità: si può curare tutto con la terapia?Il trattamento per l’epatite C che esita in una risposta virologica sostenuta (SVR) – generalmente considerato la cura dell’epatite C – è risultato associato a un rischio inferiore di mortalità per malattia epatica e a tassi di sopravvivenza complessivamente più elevanti in un’analisi condotta su 3500 pazienti affetti da coinfezione HIV/HCV (il virus che causa l’epatite C), secondo una presentazione presentata alla Conferenza.

Rischio di mortalità: uno studio collegato ha riscontrato che, sebbene alcune patologie epatiche siano effettivamente in diminuzione nel tempo, il tumore al fegato rappresenta ancora un grave rischio per le persone con coinfezione.

Precedenti ricerche avevano dimostrato che una risposta sostenuta al trattamento per l’epatite C era associata a una diminuzione della mortalità nei pazienti HIV-negativi affetti da HCV. Il trattamento può giovare molto alla sopravvivenza dei pazienti con coinfezione, che mostrano una progressione più rapida in fibrosi, oppure può non giovare affatto, perché sono più a rischio di morire per altre cause concomitanti.

Un’analisi di 18 coorti europee di pazienti con coinfezione HIV/HCV condotta da COHERE (Collaboration of Observational HIV Epidemiological Research in Europe), che ha preso in considerazione tutti i pazienti che abbiano mai assunto il trattamento per l’epatite C a base di interferone e li ha seguiti per almeno 96 settimane, ha concluso che chi rispondeva al trattamento aveva meno probabilità di morire di cause correlate al fegato o di altre cause.

Un altro studio, condotto su quattro corti di pazienti con coinfezione sottoposti a trattamento e non, ha invece riscontrato che – sebbene le patologie epatiche non-neoplastiche siano effettivamente in declino rispetto al 2003-4 – l’incidenza del tumore al fegato ha continuato ad aumentare dell’11% circa all’anno. La cirrosi risultava un forte predittore dello sviluppo di tumore al fegato, con un rischio aumentato di 13 volte.

Resoconto completo su aidsmap.com

FONTE: aidsmap.com

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