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Epatite C, la carica dei nuovi farmaci abbatte i costi

di Neptune
Eliminare l'epatite C

Epatite C, la carica dei nuovi farmaci abbatte i costi

L’APPROVAZIONE al rimborso dei nuovi farmaci , il primo in grado di sconfiggere tutti i genotipi della malattia, apre una nuova fase per le cure dell’epatite C in Italia.

Ieri l’Agenzia del farmaco, Aifa, ha reso noto di aver concluso la trattativa con Gilead Sciences per l’Epclusa (che unisce i principi attivi di sofosbuvir e velpatasvir). Il giorno prima sulla Gazzetta Ufficiale è uscita la determina dell’Aifa nella quale si prevede un prezzo “ex factory”, cioè in uscita dalla fabbrica, per la molecola di circa 50mila euro per un trattamento completo di 3 mesi.

Si tratta di una cifra di riferimento, nel senso che poi in agenzia è stata fatta una trattativa con il produttore per abbassare molto sensibilmente quel prezzo. Ancora una volta si è scelto di chiudere un accordo in cui si prevedono una serie di sconti via via che viene acquistato un maggior numero di confezioni di quel medicinale da parte delle Regioni.

Così si stima che la cifra inizialmente pagata per l’Epclusa sia addirittura intorno agli 8 mila euro e quella finale arrivi a poche migliaia.

La media del costo del farmaco potrebbe così essere, in conclusione, anche inferiore a 4 mila. Si tratta di un prodotto innovativo, che non deve abbinato ad altri farmaci ed è considerato meno tossico.

Lo schema usato per l’Epclusa è identico a quello che venne scelto a suo tempo per il Sovaldi (a base di sofosbuvir), sempre di Gilead ma il prezzo del medicinale era partito da 40mila euro per attestarsi, sempre in base agli sconti, a 15mila di media. Rispetto ad allora le cose sono cambiate moltissimo e non è detto che tutte le Regioni scelgano si curare i propri pazienti solo con il nuovo prodotto Gilead. Sul mercato infatti ci sono altri medicinali, in grado di curare i vari genotipi della malattia, che sono sette.

Si tratta di Daklinza, Olysio, Vierikirax, Exviera, Zepatier. Anche per questi prodotti c’è già stata una trattativa, il prezzo ex factory è stato pubblicato in Gazzetta Ufficiale nei mesi scorsi e quello strappato da Aifa, rispetto al dato pubblicato, è talvolta molto più basso. Quindi questi farmaci, a seconda del genotipo, possono essere più convenienti per il singolo paziente. Comunque sia, a questo punto la concorrenza sta aumentando e alcune Regioni stanno già facendo accordi per strappare prezzi ancora più bassi di quelli stabiliti a Roma, con trattamenti che ormai costano anche intorno sotti i 4 euro.

In più, proprio l’uscita di Epclusa porterà a nuove trattative con i produttori dei medicinali nuovi già in commercio, per ridurre ulteriormente i prezzi, e va tenuto conto del fatto che a breve la casa farmaceutica AbbVie porterà sul mercato un altro medicinale che è in grado di sconfiggere tutti i genotipi. Epclusa avrà quindi molto presto un concorrente, altra leva per un’ulteriore abbassamento dei prezzi.

Aifa già da alcune settimane ha allargato i criteri di reclutamento dei pazienti, rendendo possibile alle Regioni dare praticamente a tutti i malati i medicinali che sconfiggono definitivamente l’epatite C. Mancavano gli strumenti farmacologici per procedere alle terapie, e adesso stanno arrivando.

Il direttore generale dell’Agenzia, Mario Melazzini, commenta così: “Siamo soddisfatti dell’esito della trattativa. Epclusa va ad aggiungersi alle altre molecole già disponibili nel nostro paese per il trattamento della malattia. Questo significa che i pazienti italiani hanno adesso a disposizione tutti gli strumenti terapeutici esistenti sul mercato.

L’auspicio è che l’ingresso di nuove molecole contribuisca all’ulteriore abbattimento dei costi dei farmaci e stimoli la concorrenza, strumento indispensabile perchè il mercato si arricchisca di prodotti innovativi a un prezzo sempre più basso, consentendo la sostenibilità del Servizio Sanitario Nazionale”. Melazzini da tempo sostiene di voler arrivare all’eradicazione della malattia in Italia, che giocoforza passa dalla riduzione dei prezzi. In Italia i malati diagnosticati sarebbero tra 4 e 500mila ma il numero potrebbe raddoppiare se si considerano le persone che non sanno di essere contagiate dal virus.

FONTE: repubblica.it

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