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Epidemiologia HIV in Italia: i dati al 31 dicembre 2016

di Silvia Bandini
Epidemiologia HIV in Italia: i dati al 31 dicembre 2016

Epidemiologia HIV in Italia: i dati al 31 dicembre 2016
Pubblicato il Notiziario dell’Istituto Superiore di Sanità con le nuove diagnosi di infezione da Hiv e casi di Aids in Italia al 31 dicembre 2016

Epidemiologia HIV – In Italia nel 2016 sono state riportate 3.451 nuove diagnosi di infezione da HIV pari a 5,7 nuovi casi per 100.000 residenti.
Questo numero potrebbe aumentare nei prossimi anni a causa del ritardo di notifica.(vedi notiziario allegato)

Dati In breve

  •  Si è osservata una lieve diminuzione sia del numero delle nuove diagnosi di infezione da HIV che dell’incidenza (casi/popolazione).
  • L’incidenza maggiore è nella fascia di età tra i 25 e i 29 anni.
  • Questa diminuzione del numero delle nuove diagnosi riguarda tutte le modalità di trasmissione.
  • La maggior parte delle nuove diagnosi HIV è in MSM (maschi che fanno sesso con maschi) e in maschi eterosessuali.
  • Rimane costante il numero di donne con nuova diagnosi di HIV.
  • C’è un aumento rilevante della quota degli stranieri con una nuova diagnosi di HIV
  • Negli ultimi anni c’è stato un lieve aumento della quota delle persone con una nuova diagnosi di infezione da HIV in fase clinica già avanzata (bassi CD4 o presenza di sintomi correlati all’HIV).
  • E’ presente un lieve decremento del numero annuo delle nuove diagnosi di AIDS.
  • Il numero di decessi in persone con AIDS è rimasto stabile.
  • Nel tempo è aumentata la proporzione delle persone con nuova diagnosi di AIDS che scopre di essere HIV positiva nei pochi mesi precedenti la diagnosi di AIDS.

Epidemiologia HIV

Tra le nazioni dell’Unione Europea l’Italia si colloca, al pari della Grecia, al 13° posto in termini di incidenza delle nuove diagnosi HIV. L’incidenza delle nuove diagnosi di infezione da HIV è diminuita lievemente tra il 2012 e il 2016.
Le regioni con l’incidenza più alta sono state il Lazio, le Marche, la Toscana e la Lombardia.
In Piemonte, Emilia Romagna e nelle Provincie Autonome di Trento e Bolzano l’esecuzione del test di avidità anticorpale permette con una buona approssimazione di identificare le infezioni recenti.
Questo ha evidenziato che nel 2016 il 16,8% delle persone con una nuova diagnosi di infezione da HIV aveva verosimilmente acquisito l’infezione nei 6 mesi precedenti la prima diagnosi di HIV positività.
Il 30,7% delle persone con una nuova diagnosi di infezione da HIV aveva eseguito il test HIV per la presenza di sintomi HIV-correlati, il 27,5% in seguito a un comportamento a rischio e il 12,2% in seguito a controlli di routine.
9 sono state le diagnosi con modalità “trasmissione verticale” (neonati) nel 2016

Diagnosi di AIDS

Nel 2016, solo il 22% delle persone diagnosticate con AIDS aveva eseguito una terapia antiretrovirale prima della diagnosi di AIDS.
Il fattore principale che determina la probabilità di avere effettuato una terapia antiretrovirale prima della diagnosi di AIDS è la consapevolezza della propria sieropositività.
Nell’ultimo decennio è aumentata la proporzione delle persone con nuova diagnosi di AIDS che ignora la propria sieropositività e ha scoperto di essere HIV positiva nei pochi mesi precedenti la diagnosi di AIDS.Si è passanti dal 20,5% del 1996
al 76,3% del 2016.

Questi gli ultimi dati del Centro Operativo Aids (COA) sulle nuove diagnosi di infezione da Hiv e dei casi di Aids in Italia pubblicati sul Notiziario Istisan Volume 30 – Numero 9 Supplemento 1 – 2017 redatto con il contributo dei componenti del Advisory Board sulla Sorveglianza delle infezioni da Hiv/Aids del Comitato Tecnico Sanitario del Ministero della Salute.

Fonte: Ministero della Salute

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