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Eroina e oppioidi

di Luca Negri
Eroina e oppioidi

Eroina e oppioidi

L’oppio è il lattice disseccato ottenuto dalle capsule del papavero sonnifero (Papaver somniferum), originario dell’area mediterranea e coltivato da tempo immemorabile in molti paesi.

Contiene alcaloidi (morfina, codeina, ecc.) molto usati in medicina. Oggi si usano anche oppioidi semisintetici (es. eroina, buprenorfina), o completamente di sintesi (es. meperidina, metadone, fentanyl). Sul mercato illegale, l’oppioide più comune è l’eroina (diacetilmorfina).
L’eroina è stata sintetizzata e distribuita commercialmente a partire dal 1898, dall’indusEroinatria farmaceutica BAYER, per le sue qualità analgesiche.
Si presenta sotto forma di polvere fine oppure piccoli granuli, di colore dal bianco al marrone chiaro, di odore leggermente pungente e dal sapore amaro, costituita in realtà da una miscela di sostanze la cui composizione è molto variabile.
L’eroina si consuma per via endovenosa,  si sniffa, si fuma o si inala.

Effetti ricercati
L’eroina è una sostanza sedativa ed a forte capacità analgesica. Rallenta le funzioni cerebrali e di conseguenza quelle relative al battito cardiaco e alla respirazione e attutisce tutte le sensazioni di dolore sia fisiche che psicologiche. Gli effetti fisici iniziano con una forte sensazione di piacere seguita da un senso di rilassatezza, soddisfazione e distacco da quanto succede all’esterno .
L’intensità e la durata degli effetti sono correlate alla qualità della sostanza, alla quantità assunta, alla modalità di consumo e al grado di assuefazione raggiunto; generalmente l’effetto si esaurisce completamente entro 4 – 6 ore.

Effetti collaterali
Ai primi sintomi di dipendenza (la cosiddetta “scimmia”), mentre “scendono” gli effetti piacevoli cominciano a “salire” quelli spiacevoli: agitazione, dolori diffusi, bisogno che a poco a poco diventa irrefrenabile di assumere un’altra dose(crisi d’astinenza). In un tempo piuttosto rapido (bastano poche dosi indipendentemente dalle modalià di assunzione) si sviluppa una forte dipendenza che e si innescano meccanismi biologici per i quali bisogna ogni volta aumentare la dose per avere lo stesso effetto (assuefazione) e per evitare nuove crisi da astinenza.
Questo può portare all’overdose che avviene quando viene assunta più eroina di quella che il corpo è in grado di metabolizzare o quando l’eroina è ‘tagliata’ con sostanze che ne accentuano gli effetti depressivi sul Sistema Nervoso Centrale od in combinazione con essi come per gli alcolici, le benzodiazepine, i barbiturici, i tranquillanti. Il pericolo è quello di un arresto respiratorio che può portare alla morte.

Sniffare abitualmente eroina comporta danni alle mucose che, oltre a ridurre la funzionalità olfattiva, a lungo andare possono condurre a gravi problemi del setto nasale.
Fumare abitualmente eroina espone le prime vie respiratorie ed i polmoni al contatto con vapori caldissimi (oltre che con le sostanze contenute nel ‘taglio’) con conseguenti danni ai tessuti che possono ripercuotersi negativamente sulla funzionalità polmonare.
In generale l’uso protratto di eroina, attraverso qualsiasi metodo di assunzione, può causare problemi ai denti (indebolimento delle gengive, piorrea, etc…), soprattutto in presenza di una non adeguata pulizia orale. Nelle donne l’uso protratto di eroina provoca amenorrea, cioè la scomparsa temporanea delle mestruazioni.
Ripetute iniezioni di eroina causano danni alla pelle e alle vene (ulcere, ascessi, collassi dei vasi sanguigni, etc…), e possono portare ad infezioni gravi (setticemie, tetano, endocarditi) se le condizioni igieniche non sono soddisfacenti.
In caso di scambio di siringhe al rischio delle infezioni sopracitate si aggiungono le Epatiti B e C e l’HIV
Al fine di evitare conseguenze così deleterie, per chi sia comunque determinato a consumare eroina, è necessario procurarsi materiali sterili (siringhe, fiale di acqua, contenitori, filtri, etc…) e usarli sempre e solo una volta.

Annotazioni particolari
Le strutture mediche competenti del Servizio Sanitario Nazionale, i SER.T.(Servizi per le Tossicodipendenze), sono abilitate al supporto e al trattamento farmacologico di chi decide di superare lo stato di dipendenza da eroina.
Il trattamento può avvenire secondo modalità differenti e, di solito, avviene tramite l’utilizzo di farmaci agonisti e/o antagonisti dell’eroina tra cui ricordiamo metadone e buprenorfina.

Interazioni con la terapia antiretrovirale
I consumatori di eroina che iniziano una terapia antiretrovirale potrebbero avere dei sintomi di astinenza perchè gli IP e Norvir soprattutto, sembrano ridurre i livelli dell’eroina provocandone una rapida metabolizzazione e quindi un’altrettanta rapida eliminazione.
A volte però questi farmaci possono produrre effetti opposti (riducono i livelli del metadone nel corpo, mentre gli studi in vitro avevano predetto che li avrebbero aumentati).
Alcuni prodotti sintetici venduti come eroina (fentanyl, alfa-metil-fentanyl) sono potenti a dosaggi molto ridotti e per questo potrebbero diventare letali se presi con altri farmaci.
Non sono note interazioni con NRTI e NNRTI e con Maraviroc (Celsentri); possibili in vitro ma non clinicamente significanti con Raltegravir (Isentress).
Interazione potenziale con EVG/c

Consultare la tabella di hiv-druginteractions.org per gli ultimi aggiornamenti

Bibliografia delle interazioni
Commissione Nazionale per la lotta contro l’AIDS- Comitato Scientifico di Progetto del Centro Nazionale per la Prevenzione e il controllo delle malattie. Aggiornamento sulle conoscenze in tema di terapia
Wynn GH, Kelly LC, Zapor MJ et al. Antiretrovirals,part III: antiretrovirals and drug abuse. Psychosomatics 2005; 46: 79-87.

Scheda sull’eroina
Su Gentile concessione del U.O. Dip.Dipendenze Patologiche U.O.SERT di Faenza

Ultimo aggiornamento 2014

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