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Extracomunitario e sieropositivo

di Luca Negri
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Extracomunitario e sieropositivoAvevo annunciato l’intenzione di chiudere il capitolo sulla qualità della vita con l’articolo precedente, ma ho ricevuto informazioni dal pianeta carcere che mi hanno fatto cambiare idea, quindi vi segnalo questo caso che la dice lunga sulle condizioni che un sieropositivo, straniero, vive in Italia.

Nella Casa di Reclusione di Opera c’è un ragazzo extracomunitario Brasiliano di nome Vanderley Bandeira, che è stato dichiarato incompatibile con il regime penitenziario, non tanto per la sua condizione di sieropositivo perché fortunatamente sta ancora “bene”, ma per una miocardiopatia.
La sua incompatibilità al regime detentivo è stata avallata anche dal Pubblico Ministero che letta l’istanza del Dirigente Sanitario del carcere di Opera, suggeriva la sostituzione della misura cautelare in carcere con quella degli arresti domiciliari, ordinando che venga mandato all’Ospedale san Giuseppe di Milano in reparto pneumologia.

In effetti  è stati ricoverato, senonchè il  05-02-2008 una scorta dei carabinieri lo ha riportato in carcere, pare senza un ordinanza di nessun magistrato.
Vanderley ha inoltrato tre istanze per essere estradato in Brasile,la prima il 14/02/2008, la seconda il 25/07/2008, la terza nel novembre 2008 ricevendo come risposta che l’Italia non ha nessun accordo di estradizione.
Si è quindi rivolto tramite assistenti del carcere a varie associazioni umanitarie e comunità che potessero aiutarlo ed accoglierlo in regime di detenzione domiciliare, ma purtroppo le risposte sono tragiche.

Vanderley è extracomunitario, senza documenti, senza domicilio e sfigatamente anche sieropositivo con un’incompatibilità al regime carcerario dichiarata ma inapplicata, e non esiste nessuna struttura in Italia che possa prendersi carico di lui per sostenerlo almeno nella malattia.

La tragicommedia però si consuma e ricordo che un detenuto costa e se non può permettersi di pagare il mantenimento in carcere lavorando, lo paghiamo noi, noi tutti, anche voi con le tasse e allora a quanti diranno che avrebbe fatto meglio a non finire in galera facendo reati, ricordo che la pietà umana davanti alla malattia è una delle poche cose che ci distingue dagli animali.

Un ultima cosa: Vanderley non ha ucciso nessuno, la sua povertà in Brasile lo ha portato a fare il corriere della droga per pagarsi un’operazione.

Rewind

Fonte: npsitalia.net

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