Home Attualità AIDS/HIV: grazie a Fondo Globale 17 milioni di vite salvate

AIDS/HIV: grazie a Fondo Globale 17 milioni di vite salvate

di Luca Negri
Clara, due figli e l’Hiv «Il Fondo Globale mi ha salvato la vita»

Il Fondo Globale per la Lotta contro Aids, Tubercolosi e Malaria a cui oggi dall’Onu il vice ministro degli esteri Mario Giro ha annunciato un aumento del 30% del contributo italiano, ha salvato dal 2002 al 2014 più di 17 milioni di vite, provocando anche la diminuzione di un terzo dei decessi per le tre malattie.

Il fondo globale ha salvato oltre 8 milioni di vite hanno beneficiato del trattamento antiretrovirale (Art), oltre 13 milioni quelle che hanno ricevuto cure per la Tbc e 548 milioni le zanzariere, impregnate di insetticida, distribuite attraverso i programmi di lotta contro la malaria.

Sono alcuni dei dati che emergono dal rapporto “Il Fondo Globale: un’opportunità per l’Italia, una risorsa per le future generazioni” pubblicato nell’ambito del progetto “Increasing Italy’s commitment to the Global Fund to Fight Aids, Tuberculosis and Malaria” [2015/2017] coordinato da Aidos per l’Osservatorio italiano sull’azione globale contro l’Aids. Il rapporto sara’ presentato  in Sala Stampa alla Camera dei deputati il 14 giugno.

Il Fondo Globale per la Lotta contro Aids, Tubercolosi e Malaria è lo strumento finanzario internazionale che dal 2002 a oggi ha permesso di dare una risposta concreta alle tre epidemie che hanno devastato intere generazioni e afflitto le popolazioni più povere e emarginate del mondo.

Coinvolgendo non solo governi e istituzioni ma anche la società civile, i privati e le comunità delle persone colpite dalle tre malattie, il Fondo in questi decenni ha permesso di costruire una visione moderna della salute globale, attenta soprattutto alle fasce di popolazione più esposte e vulnerabili come donne e adolescenti.

Dopo anni di azioni concrete siamo arrivati ad un punto cruciale: o si continua nel lavoro fatto oppure si rischia che le tre malattie riprendano a seminare dolore e morte, soprattutto nei paesi dove non c’è piena accessibilità ai farmaci e alle adeguate strutture sanitarie. Fonte. OnuItalia

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